I Chakra, la guida completa

Sette fiori di luce dentro di te. Cosa sono, come lavorano, come riconoscerli e come riportarli in armonia

Sette fiori di luce dentro di te

Dentro di te ci sono sette centri di luce. In Oriente hanno due nomi: chakra, che vuol dire ruote, e fiori di loto. Non sono un’idea poetica né un simbolo: sono veri organi del tuo corpo astrale, il corpo dell’Anima, e lavorano ogni giorno, che tu lo sappia o no.

Ogni chakra è una ruota di corrente. Riceve l’energia, la trasforma e la ridistribuisce in tutto il tuo essere: nel corpo, nelle emozioni, nei pensieri. Quando gira bene, la vita scorre: ti senti presente, hai forza, le emozioni passano senza lasciare ferite, i pensieri sono chiari. Quando rallenta, o gira troppo in fretta, qualcosa si inceppa e prima o poi lo senti: a volte nel corpo, a volte nell’umore o nelle relazioni, oppure in quella sensazione sottile di non essere al tuo posto.

In questa guida ti accompagno dentro tutti e sette, uno alla volta. Ti spiego dove si trovano, cosa governano nel corpo e nell’Anima, come capire se sono in armonia e cosa puoi fare, da subito, per aiutarli. E se vuoi andare ancora più a fondo, per ogni chakra trovi la sua pagina completa.

Sette fiori di luce dentro di te
I sette chakra

L’energia dei chakra

Quando si parla di energia dei chakra, molti immaginano una specie di elettricità che entra ed esce. In realtà è qualcosa di più vivo: l’energia che passa nei chakra è vita, è forza dell’Anima, è coscienza. Ogni chakra la accoglie in modo diverso e la trasforma secondo la sua natura: la Radice in stabilità, il Sacrale in creatività e piacere di vivere, il Plesso Solare in forza personale, il Cuore in amore, la Gola in parola, il Terzo Occhio in visione, la Corona in direzione e senso.

Per questo un chakra non lavora mai da solo. Se la Radice è debole, il Cuore fa fatica ad aprirsi senza paura. Se la Gola è chiusa, le emozioni del Plesso Solare restano dentro e pesano. Se la Corona è staccata dalla terra, tutta la spiritualità diventa una fuga. I sette centri sono come sette strumenti della stessa orchestra: quando uno è stonato, si sente in tutta la musica.

Da dove nascono

Gli influssi dei sette pianeti non restano nel cielo: scendono dentro di noi e nel corpo astrale formano i sette fiori di loto, uno per ogni pianeta. Per questo ogni chakra ha il suo giorno, la sua nota, il suo segno e la sua Luce.

Come in alto, così in basso. Lo stesso influsso che nel corpo astrale forma il chakra, nel corpo eterico forma un organo e nel corpo fisico si riflette in una ghiandola e in una zona precisa. Ecco perché, quando un chakra è in armonia, tutto il tuo essere ne sente il beneficio, dal Fisico fino allo Spirito. E per lo stesso motivo un disagio del corpo si può leggere anche come un messaggio dell’Anima.

Chakra, Luci e Involucri: tre cose da non confondere

Nel mio insegnamento, chakra, Luci e Involucri lavorano insieme, ma sono tre cose diverse. Il chakra è il fiore di loto del corpo astrale, il centro dove avviene il lavoro. La Luce è la forza di coscienza che lo anima, con il suo pianeta e il suo giorno. L’involucro è uno dei sette strati del corpo astrale e si aggancia al corpo in un suo punto preciso, che non sempre coincide con il chakra. Nelle schede qui sotto trovi, per ogni chakra, la sua Luce e il suo involucro in una riga. Se vuoi conoscere a fondo le Luci, le trovi nella pagina Le 7 Luci Sacre Divine.

Accanto al colore della Luce, ogni chakra conserva anche il suo colore tradizionale, dal rosso della Radice al viola della Corona. Il colore tradizionale è quello del fiore, mentre la Luce è la forza che lavora dentro di lui.

I sette chakra a colpo d’occhio

Chakra Dove si trova Colore Petali Elemento Senso Mantra Nota L’Io dice
Muladhara, la Radice Base della colonna, perineo Rosso 4 Terra Olfatto LAM Si Io Esisto
Svadhisthana, il Sacrale Sotto l’ombelico, osso sacro Arancione 6 Acqua Gusto VAM Re Io Sento
Manipura, il Plesso Solare Bocca dello stomaco Giallo 10 Fuoco Vista RAM Fa Io Amo
Anahata, il Cuore Centro del petto Verde 12 Aria Tatto YAM La Io Sono
Vishuddha, la Gola Centro della gola, laringe Azzurro 16 Etere Udito HAM Do Io Creo
Ajna, il Terzo Occhio Tra le sopracciglia Indaco 2 La mente Pensiero AUM Mi Io Penso
Sahasrara, la Corona Sommità del capo Viola e bianco 1000 Coscienza pura Senso dell’Io OM Sol Io So

I sette chakra uno per uno

Ogni scheda ti dice dove si trova il chakra e cosa governa, qual è il suo tema nell’Anima, come lo riconosci quando è in armonia, in carenza o in eccesso, e ti propone un gesto di pochi minuti da fare subito. In fondo a ogni scheda trovi la sua pagina completa, con il simbolo, la nota, il lavoro nel Fisico, nell’Anima e nello Spirito, il mantra e l’esercizio di ogni giorno.

Muladhara, la Radice

Muladhara, la Radice

Si trova alla base della colonna vertebrale, nel perineo, il punto più basso del tronco. È il fondamento su cui cresce tutto il resto. Nel corpo governa le ossa, i denti, le gambe e i piedi: tutto ciò che ti sostiene e ti collega alla terra. Il suo elemento è la terra e il suo senso è l’olfatto, il più antico dei sensi.

Nell’Anima è la sicurezza di base, la sensazione di avere un posto nel mondo e di poter contare sulla vita. Qui l’Io dice «Io Esisto». La virtù da coltivare è la speranza. Il vizio da trasmutare è l’accidia, quella pesantezza che non trova più la forza di muoversi.

  • In armonia. Ti senti stabile, ben piantato, sicuro nei movimenti. Hai fiducia che le cose essenziali non ti mancheranno, e da questa fiducia nasce la forza di costruire.
  • In carenza. Piedi freddi, gambe stanche, la parte bassa della schiena che tira. Nell’Anima la paura per il denaro, per la casa, per il futuro, anche quando non c’è un motivo reale. Fai fatica a cominciare e rimandi.
  • In eccesso. Il corpo diventa pesante, lento, rigido. Nell’Anima nasce l’attaccamento alle cose, alle abitudini, alle sicurezze, e lasciare andare fa paura.
  • Il gesto: i piedi che respirano. Stai in piedi, a piedi nudi se puoi: in casa va benissimo, all’aperto sull’erba è ancora meglio, ma vanno bene anche le scarpe. Allarga un poco i piedi, alla larghezza delle spalle, e piega appena le ginocchia. Chiudi gli occhi. Inspirando, immagina di prendere il respiro dalla terra e di farlo salire dalle piante dei piedi, su per le gambe, fino alla base della colonna. Espirando, lascialo ridiscendere nella terra. Continua per tre minuti, lentamente, senza sforzo. Se non puoi stare in piedi, fallo da seduto, con i piedi ben appoggiati a terra.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Rosa, l’antica Luna, il lunedì. Involucro astrale viola.
Svadhisthana, il Sacrale

Svadhisthana, il Sacrale

Si trova sotto l’ombelico, nella zona del bacino e dell’osso sacro. Il suo nome vuol dire «la propria dimora», il luogo del sé. È la sorgente della forza creatrice. Nel corpo governa il bacino, gli organi della generazione, la vescica, la parte bassa della schiena, i fianchi e tutti i liquidi del corpo. Il suo elemento è l’acqua e il suo senso è il gusto, quello che ti dice cosa ti nutre e cosa no.

Nell’Anima è il centro delle relazioni intime, del piacere, della creatività e delle emozioni più profonde. Qui l’Io dice «Io Sento». La virtù da coltivare è la fede. Il vizio da trasmutare è l’invidia, che nasce quando guardi fuori di te quello che non sai far nascere dentro.

  • In armonia. Il bacino è mobile, il corpo si muove con grazia, la creatività scorre e la vita ha gusto. Vivi il piacere con gioia e rispetto, senza sensi di colpa e senza dipendenze.
  • In carenza. Rigidità nel bacino e nei fianchi, il corpo freddo e legnoso. Nell’Anima la paura di lasciarti andare, il senso di colpa per ciò che desideri, le idee che arrivano ma non trovano la strada per nascere.
  • In eccesso. Cerchi sempre di più: cibo, piacere, emozioni forti, e niente ti basta davvero. Dipendi dalle relazioni e passi da un desiderio all’altro.
  • Il gesto: l’onda del bacino. Stai in piedi con le ginocchia morbide e le mani appoggiate sui fianchi. Fai ruotare piano il bacino, come se disegnassi un cerchio nell’acqua: per un minuto in un senso, poi per un minuto nell’altro. Respira con calma. Nell’ultimo minuto fermati, appoggia le mani sotto l’ombelico e senti il calore che si raccoglie lì. Se hai poco spazio, puoi farlo anche seduto sul bordo di una sedia. Alla fine bevi un bicchiere d’acqua, lentamente, sentendone il gusto.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Verde, la Terra Mercurio, il mercoledì. Involucro astrale arancio.
Manipura, il Plesso Solare

Manipura, il Plesso Solare

Si trova nella parte alta dell’addome, tra l’ombelico e lo sterno, alla bocca dello stomaco. Il suo nome vuol dire «città dei gioielli». È il luogo dove le emozioni diventano corpo. Fisicamente governa lo stomaco, l’intestino, il pancreas, tutta la digestione, il diaframma e la parte media della schiena. Il suo elemento è il fuoco e il suo senso è la vista, quella che riconosce le forme e ti orienta nel mondo.

Nell’Anima è la forza personale: la volontà, la stima di te, la capacità di dire «io voglio» e di portare a termine ciò che inizi. Qui l’Io dice «Io Amo», perché la forza vera nasce dall’amore e non dal dominio. La virtù da coltivare è la temperanza, la giusta misura. Il vizio da trasmutare è la lussuria, il bisogno di riempire con il piacere un vuoto che è dell’Anima.

  • In armonia. Il ventre è morbido, la digestione serena e hai energia per tutta la giornata. Senti le emozioni senza esserne travolto, sai dire sì e sai dire no.
  • In carenza. Il nodo allo stomaco quando devi affrontare qualcuno, la stanchezza, il ventre freddo e gonfio. Nell’Anima ti senti piccolo, assorbi le emozioni degli altri come se fossero tue e alla fine ti svuoti.
  • In eccesso. Troppo fuoco: acidità, tensione nel diaframma, il bisogno di controllare tutto e di non fermarti mai. Vuoi avere ragione, esplodi e poi te ne penti.
  • Il gesto: il sole nel ventre. Siediti comodo, oppure sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate. Appoggia una mano sopra l’altra alla bocca dello stomaco. Inspira lasciando che la pancia si gonfi sotto le mani, espira lasciandola scendere. A ogni espirazione immagina che il nodo si sciolga un poco, come il ghiaccio al sole. Dopo un minuto, con la mano fai dei piccoli cerchi lenti in senso orario, per altri due minuti. Va benissimo anche prima di mangiare o la sera prima di dormire.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Violetta, il futuro Venere, il venerdì. Involucro astrale azzurro.
Anahata, il Cuore

Anahata, il Cuore

Si trova al centro del petto, all’altezza del cuore. Il suo nome vuol dire «ciò che non è stato colpito», il suono che nasce da sé. È il centro del centro: tre chakra sopra di lui e tre sotto. Qui il cielo e la terra si abbracciano e diventano umani. Nel corpo governa il cuore, la circolazione, il respiro, le spalle, le braccia e le mani, che sono le estensioni del cuore nel mondo. Il suo elemento è l’aria e il suo senso è il tatto, quello che ti fa sentire dove finisci tu e dove comincia l’altro.

Nell’Anima è la capacità di amare e di essere amato, la casa della compassione, del perdono, della gratitudine e della gioia. Qui l’Io dice «Io Sono». La virtù da coltivare è l’amore che si fa carità. Il vizio da trasmutare è la superbia: l’io che dimentica da dove viene la sua luce e si crede la sorgente dell’amore, invece del suo canale.

  • In armonia. Il respiro è ampio, le mani calde, le spalle rilassate, il petto aperto. Ami senza perderti, dai e sai anche ricevere.
  • In carenza. Le spalle si chiudono in avanti, come a proteggere il petto, e il respiro si accorcia. Nell’Anima la paura di soffrire, le persone tenute a distanza, i rancori che non riesci a lasciare andare.
  • In eccesso. Il cuore in gola, l’agitazione nel petto. Ti prendi cura di tutti tranne che di te, ami per essere amato e, quando l’amore non torna indietro, nasce un rancore silenzioso.
  • Il gesto: le braccia che accolgono. Stai in piedi, o seduto, con la schiena dritta. Inspirando, apri lentamente le braccia ai lati con i palmi in avanti e lascia che il petto si allarghi. Espirando, riporta le mani al centro del petto, una sopra l’altra. Continua così per due minuti. Nell’ultimo minuto resta con le mani sul cuore e pensa a una cosa, una sola, per cui oggi puoi dire grazie. Se hai dolore alle spalle, apri le braccia solo fin dove ti senti comodo.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Gialla Dorata, l’antico Sole, la domenica. Involucro astrale bianco.
Vishuddha, la Gola

Vishuddha, la Gola

Si trova al centro della gola, all’altezza della laringe. Il suo nome vuol dire «il particolarmente puro». È il centro della Parola creatrice e del confine che protegge. Nel corpo governa la gola, la laringe e le corde vocali, il collo e la nuca, le spalle, la bocca e le orecchie. Il suo elemento è l’etere e il suo senso è l’udito, perché chi non sa ascoltare non sa nemmeno parlare.

Nell’Anima è la capacità di dire la verità con amore e di proteggere i tuoi confini. Qui l’Io dice «Io Creo», perché la parola crea. La virtù da coltivare è la fortitudine, la forza calma che non ha bisogno di urlare. Il vizio da trasmutare è l’ira.

  • In armonia. La voce è chiara e calda, il collo libero. Dici quello che devi dire, una volta sola e con rispetto, poi lasci che la parola faccia il suo lavoro. E sai ascoltare.
  • In carenza. Il nodo alla gola proprio quando dovresti parlare, la voce che si spegne, le spalle cariche. Nell’Anima dici sì quando dentro senti no, ingoi le parole e accumuli frustrazione.
  • In eccesso. La voce si alza troppo, parli senza fermarti, interrompi gli altri. Ferisci con quello che dici e vuoi sempre avere l’ultima parola.
  • Il gesto: la voce che vibra. Siediti con la schiena dritta e le spalle morbide. Per prima cosa sciogli il collo: porta piano l’orecchio destro verso la spalla destra, poi il sinistro verso la spalla sinistra, tre volte per lato. Poi inspira dal naso e, espirando, lascia uscire un suono lungo a bocca chiusa, come un «mmm», sentendolo vibrare nella gola. Continua per due minuti. Se sei in un posto dove non puoi fare rumore, fai lo stesso esercizio con un suono leggerissimo, quasi un soffio: conta l’attenzione, non il volume.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Bianca, la Terra Marte, il martedì. Involucro astrale giallo.
Ajna, il Terzo Occhio

Ajna, il Terzo Occhio

Si trova al centro della fronte, appena sopra il punto tra le sopracciglia. Il suo nome vuol dire «comando», «percezione». È l’occhio che vede ciò che gli occhi non vedono. Nel corpo governa la fronte, gli occhi, la zona tra le sopracciglia, la vista e la testa. Il suo elemento è la mente, che va oltre i cinque elementi, e il suo senso è il senso del pensiero: la capacità di cogliere il pensiero dell’altro come cogli un colore o un suono.

Nell’Anima è la capacità di vedere con chiarezza la verità delle situazioni, delle persone e di te stesso. Qui l’Io dice «Io Penso». La virtù da coltivare è la giustizia: dare a ogni cosa il suo posto e il suo peso, né di più né di meno. Il vizio da trasmutare è la ghiottoneria, che qui diventa anche fame di esperienze spirituali, una dopo l’altra, senza mai digerirne nessuna.

  • In armonia. La mente è lucida, la testa leggera, il sonno profondo e i sogni chiari. Ti fidi delle tue intuizioni e le verifichi con calma.
  • In carenza. La testa pesante e annebbiata, la fatica a concentrarti e a ricordare. Nell’Anima vedi solo le apparenze, non ti fidi di ciò che senti e chiedi conferma a tutti.
  • In eccesso. La mente che non si ferma mai, la tensione tra le sopracciglia, il sonno agitato. Vedi segni dappertutto e passi da una tecnica spirituale all’altra senza approfondirne nessuna.
  • Il gesto: il buio che riposa. Siediti con i gomiti appoggiati su un tavolo. Strofina i palmi delle mani finché diventano caldi, poi appoggiali a coppa sugli occhi chiusi, senza premere, in modo che non entri luce. Resta così, respirando con calma, e lascia che gli occhi riposino nel buio caldo delle mani. Dopo due minuti, con la punta del dito medio sfiora il punto tra le sopracciglia facendo piccoli cerchi leggerissimi, per un altro minuto. Se porti gli occhiali, toglili prima di cominciare.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Oro Rubino, il futuro Giove, il giovedì. Involucro astrale verde.
Sahasrara, la Corona

Sahasrara, la Corona

Si trova sulla sommità del capo, nel punto della fontanella, che nei neonati resta aperta e morbida per mesi, come se il bambino fosse ancora rivolto verso il cielo da cui è venuto. È il loto dai mille petali, il centro che guida tutti gli altri. Nel corpo è legato all’intero sistema nervoso e alla guida di tutto l’organismo. Il suo elemento va oltre tutti gli elementi, è la coscienza pura, e il suo senso è il senso dell’Io: la capacità di riconoscere nell’altro uno Spirito come te.

Nell’Anima è il senso della direzione: sapere dove stai andando e perché. Qui l’Io dice «Io So». La virtù da coltivare è la prudenza, che nasce quando ricordi di essere nato da un dono. Il vizio da trasmutare è l’avarizia, la paura che vuole tenere per sé anche la luce.

  • In armonia. La mente è serena, il corpo coordinato e presente, il sonno ristoratore. Senti che la tua vita ha un filo, anche nei giorni difficili.
  • In carenza. Ti senti perso, stanco senza motivo, staccato da tutto, come se la vita fosse una serie di giorni uguali senza un senso che li unisca.
  • In eccesso. Ti senti sospeso, fuori dal corpo, con la testa tra le nuvole e i piedi che non sentono più la terra. Parli di Spirito, ma trascuri la casa, il lavoro e le persone che ti stanno accanto.
  • Il gesto: la luce che scende. Siediti con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra. Chiudi gli occhi e resta un minuto in silenzio, senza fare niente, ascoltando solo il respiro. Poi immagina una luce chiara appoggiata sulla sommità del capo, leggera come una mano. Lasciala scendere piano attraverso la fronte, la gola, il petto, il ventre e le gambe, fino ai piedi, e resta così per un minuto. Nell’ultimo minuto senti di nuovo il peso del corpo sulla sedia e i piedi sul pavimento, poi apri gli occhi. Quest’ultimo passaggio è importante: la Corona si apre bene solo quando resta collegata alla Radice.
  • La sua Luce e il suo involucro. Luce Azzurra, l’antico Saturno, il sabato. Involucro astrale rosa.

I petali che ci sono e quelli da creare

Ogni fiore di loto ha i suoi petali: quattro la Radice, sei il Sacrale, dieci il Plesso Solare, dodici il Cuore, sedici la Gola, due il Terzo Occhio, mille la Corona. E qui c’è uno degli insegnamenti più importanti che posso darti, quello che fa la differenza tra parlare di chakra e lavorarci davvero.

Metà dei petali di ogni chakra si è formata da sola, in epoche antichissime dell’evoluzione umana, e la porti già con te. L’altra metà non ti viene regalata: la crei tu, nel corso della vita, con la consapevolezza e con il lavoro su te stesso. Ogni volta che scegli una parola vera invece di una bugia comoda, che trasformi una rabbia invece di scaricarla, che dai senza aspettarti niente, prende forma un petalo nuovo.

Nella persona che non ha ancora cominciato questo lavoro, i fiori di loto sono scuri, fermi, quasi addormentati. In chi cammina sulla via dello Spirito cominciano a schiarirsi, a prendere colore e a girare. E un chakra che gira diventa un organo di percezione: come i cinque sensi sono gli strumenti del corpo fisico, così i chakra risvegliati diventano gli strumenti dell’Anima.

Chakra bloccati: i sintomi e come capire se un chakra è in disarmonia

Quasi tutti, quando sentono parlare di chakra, mi chiedono se il loro è bloccato. Voglio toglierti subito una paura: un chakra non si rompe e non si chiude per sempre. Rallenta, oppure corre troppo. A volte si stringe per proteggerti da qualcosa che in quel momento non riuscivi a reggere, e resta così anche quando il pericolo è passato. Ma si può sempre riportare in armonia.

Il corpo e l’Anima ti parlano in continuazione. Ecco i segnali più comuni di un chakra bloccato, uno per uno: uno specchio semplice, da usare con onestà e senza giudicarti.

  • La Radice ti parla con i piedi freddi, la paura del futuro, la fatica a cominciare.
  • Il Sacrale con il bacino rigido, la creatività ferma, il senso di colpa per il piacere oppure la fame di avere sempre di più.
  • Il Plesso Solare con il nodo allo stomaco, le emozioni degli altri che ti entrano dentro, il bisogno di controllare.
  • Il Cuore con le spalle chiuse, la fatica a ricevere, i rancori che non se ne vanno.
  • La Gola con il nodo alla gola, i sì detti al posto dei no, le parole dure di cui poi ti penti.
  • Il Terzo Occhio con la testa pesante, le intuizioni che non segui, i segni cercati dappertutto.
  • La Corona con la sensazione di non trovare un senso, oppure con la testa sempre altrove.

Non sono colpe: sono indicazioni, piccole luci accese sul cruscotto dell’Anima che ti dicono dove portare l’attenzione. E spesso il chakra che senti più in difficoltà non è quello da cui partire. Una Gola chiusa può nascere da una Radice che ha paura, un Cuore stanco da un Plesso Solare che non sa dire di no. Per questo il lavoro va sempre guardato nell’insieme.

Come sbloccare e riequilibrare i chakra

Come sbloccare e riequilibrare i chakra, anche da soli

I chakra non si aprono con la forza. Chi cerca di forzarli con le tecniche, senza una vita coerente e senza protezione, rischia di aprire porte che poi non sa chiudere. I chakra si risvegliano da soli quando è la vita intera a diventare il lavoro. Ecco le vie che uso e che insegno.

  • La vita coerente. Pensieri ordinati, parole vere, azioni che seguono le parole, emozioni trasformate, amore che si dona senza perdersi. È la via più semplice da capire e la più impegnativa da vivere, ed è quella che crea davvero i petali nuovi.
  • Il respiro. Ogni chakra risponde al respiro. Un respiro lento e profondo porta calma a tutti i centri, in pochi minuti, ovunque tu sia.
  • Il silenzio. Pochi minuti al giorno senza telefono, senza voci, senza fare niente. Nel silenzio i fiori di loto si ricompongono da soli.
  • Il suono. Ogni chakra ha il suo mantra e la sua nota. Le note dei chakra non salgono in fila dalla Radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque, perché qui la nota non è il gradino di una scala: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te. La nota è l’unica cosa che lega il chakra, la sua Luce e il suo involucro: il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Va trovata, provata e sentita vibrare nel punto giusto del corpo, e per questo la lavoriamo insieme nei corsi.
  • La natura. La terra sotto i piedi per la Radice, l’acqua per il Sacrale, il sole per il Plesso Solare, l’aria aperta per il Cuore, il canto per la Gola, il buio e il cielo stellato per il Terzo Occhio, il silenzio di un luogo alto per la Corona.
  • Le emozioni trasformate. Ogni emozione, anche la più pesante, nasconde una pietra preziosa: la rabbia contiene il coraggio, la paura contiene la prudenza, la tristezza contiene la profondità. Trasformare un’emozione invece di subirla è il lavoro più potente che puoi fare sui tuoi chakra.

La settimana dei chakra

Se vuoi cominciare oggi stesso, ecco un modo semplice. Ogni giorno della settimana appartiene a una Luce, e ogni Luce lavora in un chakra: così ogni giorno ha il suo centro. Ti bastano pochi minuti con il gesto della scheda di quel chakra, la mattina appena sveglio oppure la sera prima di dormire.

  • Il lunedì la Radice.
  • Il martedì la Gola.
  • Il mercoledì il Sacrale.
  • Il giovedì il Terzo Occhio.
  • Il venerdì il Plesso Solare.
  • Il sabato la Corona.
  • La domenica il Cuore.

In una settimana tocchi tutti e sette i centri, senza forzare niente, seguendo il ritmo del cielo. Dopo un po’ di tempo comincerai ad accorgerti di quale giorno ti costa più fatica: è proprio lì che il tuo lavoro ti aspetta.

I chakra e i corpi sottili

Per capire davvero i chakra bisogna sapere dove vivono. L’essere umano non è fatto solo del corpo fisico. Dentro e intorno a esso c’è il corpo eterico, il corpo della vita, quello che fa crescere, guarire e rigenerare. Poi c’è il corpo astrale, il corpo dell’Anima, dove vivono le emozioni, i desideri, le simpatie e le antipatie. E al centro di tutto c’è l’Io, lo Spirito che sei.

I chakra sono organi del corpo astrale, ma lavorano su tutti i piani. Ogni chakra ha il suo organo nel corpo eterico e il suo riflesso nel corpo fisico: per questo il lavoro sui chakra tocca insieme il Fisico, l’Anima e lo Spirito. Se vuoi conoscere i corpi sottili uno per uno, li trovi nella pagina I corpi sottili.

Il ponte arcobaleno

I sette chakra non sono sette stanze separate, ma le campate di un unico ponte: il ponte arcobaleno che unisce la tua parte divina alla tua parte umana. Parte dalla Corona, dove l’Io Superiore guida l’Io incarnato, scende attraverso tutti i centri e trova le sue fondamenta nella Radice.

Al centro del ponte c’è il Cuore, in equilibrio tra i tre centri superiori e i tre inferiori: è il punto in cui le forze del cielo e quelle della terra si incontrano nell’essere umano. La Radice, invece, chiude il cerchio, perché è legata sia al punto più alto sia al punto più basso del corpo. Quando la Radice è solida, anche la testa è lucida. Quando la testa è chiara, anche la Radice è stabile.

Ogni volta che lavori su di te costruisci questo ponte, colore dopo colore. Quando è completo, Fisico, Anima e Spirito sono una cosa sola. E la Corona non è la fine: è la porta da cui ogni volta si ricomincia, un’ottava più in alto.

Il ponte arcobaleno

I chakra e i Fratelli Maggiori delle Stelle

Non siamo soli in questo cammino. I Fratelli Maggiori delle Stelle, i popoli che da sempre visitano la Terra e accompagnano l’umanità, conoscono questi centri da molto prima di noi. Per loro il ponte arcobaleno non è un’immagine: è il percorso che ogni essere umano compie per ritrovare la sua origine, che non è solo terrena. Ce lo ricordano in molti modi, e chi lavora con sincerità sui propri chakra, prima o poi, sente di non essere mai stato davvero solo.

Scopri la pagina I Fratelli Maggiori delle Stelle

Come lavoro io con i chakra

Questa guida ti dà le basi per cominciare da solo, ed è giusto così. Ma arriva un punto in cui il lavoro da soli non basta più, perché ciò che blocca un chakra spesso non si vede da dentro. Può venire da questa vita, oppure da molto più lontano.

  • I trattamenti energetici. Lavoro sui centri e sui corpi sottili, online e dal vivo, per riportare il flusso dove si è fermato.
  • Le regressioni. Quando un chakra resta chiuso nonostante tutto, spesso la causa è in un’esperienza lontana, a volte in un’altra vita. La regressione permette di vederla, di capirla e di lasciarla andare.
  • La lettura dei Registri Akashici. Ti mostra le lezioni e i doni che la tua Anima porta con sé, e quindi anche quale centro è chiamato a crescere in questa vita.
  • Il percorso guidato di sette giorni. Un chakra al giorno, dalla Radice alla Corona, con un accompagnamento passo dopo passo.
  • I miei gruppi dedicati. Lì si lavora insieme, con continuità.

Il cammino continua poi negli altri percorsi della Scuola. Se vuoi sapere qual è il passo giusto per te, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147: ti rispondo io.

Le domande che mi fanno più spesso

Cosa vuol dire avere un chakra bloccato?

Vuol dire che quel centro gira più lentamente del dovuto, oppure si è stretto per proteggerti. Non è un guasto né una condanna: è un’indicazione che lì c’è un lavoro da fare, e l’armonia si può sempre ritrovare.

Si possono sbloccare e riequilibrare i chakra da soli?

Sì, anzi, il lavoro quotidiano lo fai proprio tu: il respiro, il silenzio, i gesti di questa guida, una vita coerente. Quando però una difficoltà ritorna sempre uguale nonostante tutto, è il segno che l’origine è più profonda, e lì un accompagnamento ti fa risparmiare anni.

Quanto tempo ci vuole per sbloccare un chakra?

Il primo sollievo si sente spesso già dopo pochi giorni di pratica regolare. Creare i petali nuovi, invece, è il lavoro di una vita, e non c’è fretta: conta la costanza, non l’intensità.

Qual è il chakra più importante?

Nessuno, da solo. Se proprio devo indicarne uno, ti dico il Cuore, perché sta al centro e accorda tutti gli altri. Ma un Cuore aperto senza una Radice solida diventa fragile, e una Corona aperta senza Radice diventa una fuga.

Un chakra può essere troppo aperto?

Sì, ed è frequente soprattutto in chi fa molte pratiche spirituali. Un centro che gira troppo in fretta consuma energia, rende ipersensibili e porta fuori dal corpo. L’armonia non sta nell’aprire il più possibile, ma nell’aprire nella giusta misura.

Perché il colore del chakra e quello della sua Luce sono diversi?

Perché sono due cose diverse: il colore tradizionale è quello del fiore di loto, la Luce è la forza di coscienza che lavora dentro di lui. Ciò che li unisce è la nota, che resta la stessa su tutti i piani.

I trattamenti energetici e il Reiki lavorano sui chakra?

Sì. Ogni trattamento energetico serio lavora anche sui centri, perché è attraverso di loro che l’energia entra e si distribuisce. Nei miei trattamenti lavoro sui chakra insieme ai corpi sottili, perché un centro riequilibrato da solo, senza toccare il resto, tende a tornare com’era.

Bisogna crederci per sentire i chakra?

No. Ti basta essere sincero con te stesso e fare i gesti con attenzione per qualche giorno. Il corpo e l’Anima rispondono anche quando la testa è ancora piena di dubbi. Poi sarà l’esperienza a parlarti.

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