Il quinto chakra: la Parola creatrice e il confine che protegge.
La scheda
- Posizione: al centro della gola, all’altezza della laringe.
- Colore: azzurro. Petali: sedici. Mantra: HAM. Nota: Do. Vocale: E.
- Senso: l’udito. Elemento: l’etere.
- Simbolo: un cerchio bianco come la luna piena, e l’elefante bianco.
- Nel corpo: gola, laringe e corde vocali, collo e nuca, spalle, bocca, orecchie.
- Luce Sacra Divina: Luce Bianca. Pianeta: la Terra Marte. Giorno: il martedì. Segni: Ariete e Scorpione.
- Espressione dell’Io: Io Creo. Virtù da coltivare: la fortitudine. Vizio da trasmutare: l’ira.
- Organo eterico: la cistifellea.
- Involucro collegato: l’involucro astrale giallo, che si aggancia alla nuca, sulla tiroide.
Il particolarmente puro
Vishuddha significa «purificazione», «il particolarmente puro», e la purezza è proprio la qualità della Luce Bianca. È il centro espressivo e creativo che unisce la realtà esterna a quella dell’Anima. Dalla gola entra tutto ciò che ricevi: il respiro, il cibo, l’acqua. E dalla gola esce tutto ciò che esprimi: la voce, la parola, il canto. È il punto di scambio tra te e il mondo.
È anche il guardiano dei confini. Chi ha poca volontà è troppo permeabile: assorbe tutto e si lascia schiacciare. Chi ha una volontà burrascosa è troppo chiuso: attacca e non lascia entrare nessuno. In tutti e due i casi la relazione con il mondo diventa impossibile. Vishuddha in equilibrio è una porta che sa quando aprirsi e quando chiudersi.
Pensa a quanto è potente la parola. Può guarire o ferire, unire o dividere, far nascere un amore o chiudere un’amicizia. Ogni parola che pronunci esce dal tuo corpo, entra nel mondo e lì continua a vivere e ad agire. Per questo la gola è il centro della responsabilità: ciò che dici crea.
I petali che ci sono e quelli da creare
Il loto della gola ha sedici petali. Otto li porti già con te, gli altri otto si creano con otto attenzioni da coltivare ogni giorno nella vita, nelle relazioni e nel lavoro.
- Pensieri giusti: fare attenzione alle tue idee e tenere solo quelle che hanno valore, che sono uno specchio fedele della realtà e non un’impressione casuale.
- Decisioni giuste: prese con calma e con ragioni fondate, anche nelle cose piccole.
- Parole giuste: dire solo ciò che ha senso e significato ed evitare le chiacchiere vuote.
- Azioni giuste: in armonia con gli altri e con ciò che ti circonda.
- Vivere secondo natura e secondo Spirito: con ordine e misura, né troppo agitato né troppo pigro.
- Lo sforzo giusto: né troppo né troppo poco, secondo le tue forze, sempre con un ideale davanti.
- Imparare dalla vita: da ogni esperienza e da ogni persona, anche dagli errori, anzi soprattutto dagli errori.
- Guardarti dentro ogni giorno, per capire se sei rimasto fedele a te stesso e ai tuoi principi.
C’è una cosa che voglio che tu sappia: la verità, l’onestà e la rettitudine sono forze che costruiscono questo loto, la menzogna e la falsità sono forze che lo distruggono. Non è una regola morale imposta da fuori, è proprio così che funziona l’Anima. Ogni bugia, anche piccola, anche detta a fin di bene, toglie luce alla gola.
Anche i colori cambiano. Chi si abitua a fermarsi a riflettere prima di giudicare fa nascere nel suo loto toni rosa e azzurri, luminosi. Chi giudica in fretta, con leggerezza, lo riempie di toni arancio e rosso scuro.
Quando questo centro si risveglia, si apre in te la percezione dei pensieri e delle intenzioni degli altri sotto forma di immagini. Un pensiero benevolo appare come un fiore che si schiude, un pensiero esatto ha una forma armoniosa e simmetrica, uno confuso ha contorni che ondeggiano, un pensiero di vendetta ha una figura appuntita, come una freccia. E cominci a cogliere le vere leggi della natura, quelle che stanno dietro le apparenze.
Il simbolo
Il loto ha sedici petali, uno per ogni vocale dell’antica lingua sacra dell’India, e nella tradizione non sono azzurri, ma di un viola fumo, come il cielo che sta per diventare notte. Al centro c’è un cerchio bianco come la luna piena: è l’etere, lo spazio puro, il silenzio da cui nasce ogni suono. Prima della parola c’è sempre il silenzio, ed è da lì che viene una parola vera.
L’animale di Vishuddha è l’elefante bianco, lo stesso elefante della radice, ma purificato. La forza della terra è salita fino alla gola ed è diventata parola: la stessa potenza che ti tiene in piedi ora ti fa parlare con autorità, con calma, con stabilità.
La sua Luce e il suo involucro
Vishuddha appartiene alla Luce Bianca, la Luce della Terra Marte, la prima fase dell’evoluzione della Terra, quella della legge antica. È la Luce della fortitudine, della disciplina, della purezza, della bellezza e dell’arte, dell’armonia che nasce attraverso il conflitto. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sull’organo, che per Vishuddha è la cistifellea eterica. La bile è il fuoco amaro che scioglie ciò che è pesante e, quando non trova la sua strada, diventa ira. Ecco perché qui si lavora sulla rabbia.
Il ponte con il mondo degli involucri è la nota Do. Attraverso questa nota la Luce Bianca si unisce all’involucro astrale giallo, che scende dall’astrale e agisce sulla tiroide a partire dal suo punto, la nuca. La tiroide regola il ritmo di tutto il corpo, il suo fuoco e la sua velocità. Quando la Luce Bianca e l’involucro astrale giallo lavorano insieme, il ritmo si fa giusto e la parola trova il suo tempo.
La nota Do, la Parola dell’inizio
Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Vishuddha è il Do. Non è un dettaglio da scheda: la nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro, cioè il chakra nel corpo astrale, la Luce Bianca che sale dal Fisico e l’involucro astrale giallo che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.
Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, è creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.
Il Do è la nota dell’inizio, quella da cui parte ogni ottava, e appartiene alla gola, il centro della Parola creatrice. «In principio era la Parola», e la Parola è il primo suono, il Do da cui nasce tutto il resto. Ogni volta che parli, crei. Il Do è anche la nota in cui l’ottava si compie, perché quando le sette note sono state suonate si torna al Do, un’ottava più in alto. Così la gola è il punto in cui ogni ciclo finisce e ricomincia, all’infinito.
La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va cercata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e l’intenzione adatte. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché non risuona davvero.
Nel Fisico
Nel corpo Vishuddha si riflette nella gola, nella laringe, nelle corde vocali, nel collo, nella nuca, nelle spalle, nella bocca e nelle orecchie. Il senso che gli appartiene è l’udito, perché chi non sa ascoltare non sa nemmeno parlare.
Quando è in equilibrio, la voce è chiara e calda, il collo è libero, le spalle sono morbide. Quando è in carenza, senti un nodo alla gola, la voce si spegne, la gola ti si chiude proprio quando dovresti parlare e le spalle si caricano di tensione: tante parole non dette restano lì, bloccate. Quando è in eccesso, la voce si alza troppo, parli senza fermarti, interrompi, e la mascella e la nuca si irrigidiscono. Cantare, parlare con calma, sciogliere il collo e fare silenzio lo riequilibrano.
Nell’Anima
Nell’Anima è la capacità di dire la verità con amore e di proteggere i tuoi confini.
Quando è in carenza, dici sì quando vorresti dire no, ingoi le parole, ti adatti sempre agli altri e accumuli frustrazione. Hai paura del giudizio, di disturbare, di non essere capito. Quando è in eccesso, alzi la voce, ferisci con le parole, critichi, vuoi avere sempre l’ultima parola: qui ritrovi l’ira, il vizio della Luce Bianca.
La sua virtù è la fortitudine, la forza calma che diventa parola limpida: non la forza che urla, ma quella che non ha bisogno di urlare. Chi ha la fortitudine dice ciò che deve dire, una volta sola, con rispetto, e poi lascia che la parola faccia il suo lavoro.
Nello Spirito
Nello Spirito Vishuddha è il centro della Parola creatrice: la Parola crea. È qui che il pensiero diventa realtà attraverso la voce, e una parola purificata diventa benedizione.
Questo centro è anche l’organo del futuro. Oggi con la gola parliamo. Un giorno, nel lungo cammino dell’umanità, la parola diventerà così potente da creare davvero, come all’inizio dei tempi. Ogni volta che scegli una parola vera, gentile e necessaria, prepari quel giorno.
Il mantra HAM
HAM è il suono dello spazio e del respiro che esce. La H è un soffio, la A si apre, la M vibra nella gola. Intonalo con voce calma e lascia che la vibrazione sciolga il collo e le spalle.
Come sbloccare il chakra della gola, un esercizio per ogni giorno: la voce e lo sguardo indietro
L’esercizio ha due momenti: uno al mattino e uno alla sera, a letto, prima di dormire. Ti bastano cinque minuti per ciascuno.
Al mattino.
- Siediti con la schiena dritta, su una sedia o a terra su un cuscino, e lascia cadere le spalle, morbide.
- Porta lentamente il mento verso il petto, poi fai dei mezzi cerchi con la testa da una spalla all’altra, passando davanti. Cinque volte, piano, senza mai portare la testa all’indietro e senza forzare la nuca.
- Chiudi la bocca e fai un ronzio lungo, come un’ape (mmmmm), sentendo la vibrazione nella gola. Ripeti tre volte.
- Intona HAM sette volte, con voce calma e piena.
- Decidi una cosa vera che oggi dirai, a qualcuno o a te stesso, con gentilezza.
Alla sera, lo sguardo indietro.
- Sdraiati a letto, con la luce spenta e gli occhi chiusi.
- Ripercorri la tua giornata all’indietro, partendo dall’ultima cosa che hai fatto e risalendo fino al risveglio, come un film che scorre al contrario.
- Guarda te stesso come se fossi un’altra persona, con calma, senza giudicarti e senza emozionarti. Osserva soprattutto le tue parole: dove sei stato vero e dove no.
- Non serve ricordare tutto, bastano pochi minuti. Se ti addormenti prima di arrivare al mattino, va bene lo stesso.
È uno degli esercizi più potenti che conosco. Fatto ogni sera, rafforza la volontà, libera il pensiero e ti fa imparare dalla vita molto più in fretta.
Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati e torna a respirare normalmente. Non c’è niente da forzare.
Il chakra della gola bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te
- Ti si chiude la gola proprio quando dovresti dire qualcosa di importante.
- Dici sì quando dentro di te è no.
- Racconti piccole bugie per evitare un conflitto.
- Parli tanto ma ti accorgi di non ascoltare davvero.
- Alzi la voce o usi parole dure, e poi te ne penti.
Non sono colpe, sono indicazioni: piccole spie accese sul cruscotto dell’Anima, che ti dicono dove portare attenzione.
Le pietre del chakra della gola
Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.
Sono quelle con l’azzurro del cielo e dell’acqua: l’acquamarina e il calcedonio azzurro. Ti aiutano a dire la tua verità con calma e a trovare le parole giuste.
Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.
- Durante l’esercizio della voce e dello sguardo indietro, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
- Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.
Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.
Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.
Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.
Per continuare
Se vuoi lavorare sulla tua parola e sui tuoi confini con una guida, puoi proseguire con i trattamenti energetici, con gli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.
Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano l’uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.
I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.
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