Il settimo chakra: il loto dai mille petali, da cui parte il ponte arcobaleno.
La scheda
- Posizione: sulla sommità del capo.
- Colore: viola e bianco. Petali: mille. Mantra: OM, e il silenzio. Nota: Sol. Vocale: U.
- Senso: il senso dell’Io. Elemento: oltre tutti gli elementi, la coscienza pura.
- Simbolo: mille petali bianchi e luminosi, una luna piena con un triangolo di luce, nessun animale.
- Nel corpo: sommità del capo e fontanella, il sistema nervoso nel suo insieme, la guida di tutto il corpo.
- Luce Sacra Divina: Luce Azzurra. Pianeta: l’antico Saturno. Giorno: il sabato. Segni: Capricorno e Acquario.
- Espressione dell’Io: Io So. Virtù da coltivare: la prudenza. Vizio da trasmutare: l’avarizia.
- Organo eterico: la milza.
- Involucro collegato: l’involucro astrale rosa, che si aggancia tra le sopracciglia, sulla pituitaria.
Il centro che guida tutti gli altri
Gli influssi dei pianeti non restano nel cielo: scendono dentro di noi e nel corpo astrale formano sette centri, sette ruote di corrente, i chakra. A Saturno corrisponde la Corona, Sahasrara, il loto dai mille petali, il più vasto e il più luminoso di tutti.
Non è un chakra qualsiasi: è il centro direzionale di tutta la sfera astrale. Da qui parte un influsso continuo che scende dall’Io Superiore e si unisce all’Io che vive incarnato nel corpo. Questo collegamento è il ponte arcobaleno, ed è un arcobaleno perché è fatto di tutte e sette le Luci. Ogni volta che lavori con le Luci, costruisci questo ponte colore dopo colore. E ogni volta che la tua volontà si allinea con quella del Padre, il ponte diventa più solido.
Sahasrara significa «dai mille petali». E mille, nel linguaggio antico, non è un numero da contare: vuol dire infinito, tutto, compimento. Molte tradizioni non lo considerano nemmeno un chakra come gli altri, ma il luogo che sta oltre tutti i chakra, la meta verso cui sale l’intero cammino.
I petali che ci sono e quelli da creare
Anche qui vale la stessa legge: una parte dei mille petali si è formata nel lungo passato dell’umanità, l’altra si crea strada facendo. È il lavoro di tutta l’evoluzione, e ogni chakra che risvegli, dalla Radice in su, porta luce anche alla Corona.
Per questo la Corona non si apre da sola né con la forza: si apre come conseguenza. Quando la radice è solida, il ventre è fluido, il fuoco è misurato, il cuore è aperto, la parola è vera e lo sguardo è limpido, allora la Corona fiorisce. Chi prova ad aprirla saltando tutti gli altri gradini costruisce una torre senza fondamenta.
C’è una regola d’oro che vale sempre e che qui diventa decisiva: per ogni passo che fai nella conoscenza spirituale, fanne tre nel miglioramento del tuo carattere. Più luce ricevi, più devi diventare buono, paziente, umile, altrimenti la luce, invece di illuminarti, ti abbaglia. Un percorso spirituale senza questo lavoro rischia di far crescere proprio ciò che dovrebbe sciogliere: la vanità, la superbia, l’invidia, l’ostinazione.
Il simbolo e il significato esoterico
Il loto della Corona ha mille petali, bianchi e luminosi, disposti in venti cerchi uno sopra l’altro. C’è chi li vede di tutti i colori insieme, come la luce bianca che racchiude tutto l’arcobaleno. Al centro c’è una luna piena e, dentro la luna, un triangolo di luce: è il punto in cui ogni forma si scioglie nel vuoto pieno, nel silenzio che contiene tutto.
Qui non c’è nessun animale e, per molti, nemmeno una sillaba: il suono della Corona è il silenzio. OM è la porta, il silenzio dopo OM è la casa.
La sua Luce e il suo involucro
Sahasrara appartiene alla Luce Azzurra, la Luce dell’antico Saturno e della volontà del Padre, la prima creazione nata dal calore. È la Luce della prudenza, della forza, della protezione, dell’ordine e della fede, la Luce di chi comincia. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sull’organo, che per Sahasrara è la milza eterica. La milza regola i ritmi: accoglie il nutrimento e lo armonizza con il ritmo della vita. Allo stesso modo la Corona armonizza tutto il tuo essere con il ritmo dello Spirito.
Il ponte con il mondo degli involucri è la nota Sol. Attraverso questa nota la Luce Azzurra si unisce all’involucro astrale rosa, che scende dall’astrale e agisce sulla pituitaria a partire dal suo punto, tra le sopracciglia. La pituitaria è la ghiandola che guida tutte le altre. Ecco di nuovo il comando, la guida: la Corona guida dall’alto, la pituitaria nel corpo.
La nota Sol e l’ottava che non finisce
Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Sahasrara è il Sol. Non è un dettaglio da scheda: la nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro, cioè il chakra nel corpo astrale, la Luce Azzurra che sale dal Fisico e l’involucro astrale rosa che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.
Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, è creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.
Il nome Sol ricorda il sole, la luce che guida. In musica il Sol si chiama dominante: è la nota che, insieme al Do, regge tutta l’armonia, quella che dà la spinta e riporta la melodia verso casa, verso il suo nuovo inizio. Allo stesso modo la Corona guida tutti i centri. E qui l’ottava rivela il suo segreto. Sette note e sette Luci compongono un ciclo, dall’antico Saturno fino al futuro Venere. Quando il ciclo si compie, arriva l’ottava Luce, Vulcano. Chi conosce le tappe dell’evoluzione conta Vulcano come la settima, perché conta la Terra una volta sola. Ma la Terra vive due Luci, la Terra Marte e la Terra Mercurio: per questo Vulcano è l’ottava e porta tutto un’ottava più in alto. La sua Luce è turchese, un azzurro molto più chiaro e metallizzato, lo stesso azzurro di Saturno, ma su un gradino più alto. Da lì il cammino ricomincia con gli stessi colori, ma più luminosi, più metallizzati, sempre più vicini al bianco. Il bianco pieno, quello che contiene tutti i colori, arriva solo dopo altri due giri completi, alla settima dimensione. E così a ogni ciclo, all’infinito. La Corona non è la fine: è la porta da cui ogni volta si ricomincia, un’ottava più in alto.

La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va cercata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e l’intenzione adatte. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché non risuona davvero.
Nel Fisico
Nel corpo Sahasrara si riflette nella sommità del capo, nella fontanella, quel punto che nei neonati resta aperto e morbido per mesi, come se il bambino fosse ancora rivolto verso il cielo da cui è venuto. È collegato a tutto il sistema nervoso e alla guida dell’intero corpo, ed è legato al senso dell’Io, la capacità di riconoscere nell’altro un Io, uno Spirito come te.
Quando è in equilibrio, il corpo è coordinato e presente, la mente serena, il sonno ristoratore. Quando è in carenza, puoi sentirti confuso, stanco senza motivo, staccato da tutto, con la testa pesante. Quando è in eccesso, ti senti come sospeso, fuori dal corpo, poco presente, distratto, con la testa tra le nuvole e i piedi che non sentono più la terra. Porta attenzione e luce sulla sommità del capo, anche solo con l’immaginazione, e poi riportala giù fino ai piedi.
Nell’Anima
Nell’Anima Sahasrara è il senso della direzione: sapere dove stai andando e perché.
Quando è in carenza, ti senti perso, senza significato, come se la vita fosse una serie di giorni uguali senza un filo che li unisca. Quando è in eccesso, fuggi dalla realtà e vivi in un mondo tutto tuo: parli di Spirito, ma trascuri la casa, il lavoro, le persone che ti stanno accanto.
L’equilibrio è una Corona aperta verso l’alto e collegata, attraverso tutto il ponte arcobaleno, fino alla Radice. La sua ombra è l’avarizia, la paura che trattiene e vuole tenere per sé anche la luce. La sua virtù è la prudenza, che nasce quando ricordi che sei nato da un dono e che ciò che hai ricevuto va custodito con saggezza e condiviso con misura.
Nello Spirito
Nello Spirito è la porta attraverso cui l’Io Superiore guida l’Io incarnato, il punto di contatto diretto con il Padre. Tenere aperta questa porta significa lasciare che la tua personalità diventi sempre più lo strumento della tua parte divina. Quando il ponte arcobaleno è completo, Fisico, Anima e Spirito sono una cosa sola.
Qui il percorso si chiude e si riapre. La Corona è l’ultimo dei sette gradini, ma anche l’inizio di un’ottava più alta: ogni volta che arrivi in cima, scopri che la strada continua, più luminosa.
Il mantra OM
OM è il suono dell’inizio. La O si apre come un cerchio, la M vibra nella testa e scende in tutto il corpo. Intonalo nel silenzio, lasciando che la vibrazione finale duri a lungo. Quando il suono finisce, resta in ascolto del silenzio che lascia: lì c’è la Corona.
Come sbloccare il settimo chakra, un esercizio per ogni giorno: il ponte arcobaleno
Ti servono dieci minuti. È l’esercizio più bello da fare la mattina, prima di cominciare la giornata, oppure la sera, prima di dormire. Puoi farlo in casa, in un posto tranquillo, o all’aperto, sotto il cielo.
- Siediti con la schiena dritta, su una sedia con i piedi ben appoggiati a terra, oppure a gambe incrociate su un cuscino. Immagina che un filo sottile ti sollevi delicatamente dalla sommità del capo: il collo si allunga e il mento si abbassa appena.
- Chiudi gli occhi e fai sette respiri lenti con il naso.
- Immagina sopra la tua testa una luce bianca e luminosa, come un piccolo sole dolce.
- Ora lascia che questa luce scenda lentamente dentro di te, fermandosi per un respiro in ogni centro e prendendone il colore: viola e bianco sulla Corona, indaco sulla fronte, azzurro nella gola, verde nel cuore, giallo sotto lo sterno, arancione nel ventre, rosso alla base della colonna.
- Quando la luce arriva alla radice, senti che scende nei piedi e nella terra: sei collegato al cielo e alla terra insieme.
- Intona OM tre volte. Poi resta in silenzio per almeno due minuti, ascoltando.
- Prima di aprire gli occhi, muovi le dita delle mani e dei piedi, appoggia bene i piedi a terra e fai un respiro profondo. È importante tornare nel corpo.
Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati, apri gli occhi, appoggia bene i piedi e torna a respirare normalmente. Non c’è niente da forzare.
Il settimo chakra bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te
- Ti chiedi spesso che senso abbia quello che fai e non trovi risposta.
- Hai spesso la testa altrove e sei poco presente in ciò che stai facendo.
- Usi la spiritualità per scappare dai problemi concreti.
- Fai fatica a fidarti della vita e vuoi trattenere tutto.
- Senti di sapere molto ma di vivere poco di ciò che sai.
Non sono colpe, sono indicazioni: piccole spie accese sul cruscotto dell’Anima, che ti dicono dove portare attenzione.
Le pietre del settimo chakra
Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.
Sono quelle trasparenti e luminose come la luce: il cristallo di rocca, cioè il quarzo trasparente, e l’ametista. Ti aiutano a fare silenzio e a sentirti unito al Tutto.
Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.
- Durante l’esercizio del ponte arcobaleno, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
- Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.
Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.
Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.
Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.
Per continuare
La Corona è la meta e il punto di partenza. Se vuoi percorrere tutto il ponte arcobaleno, chakra dopo chakra, puoi farlo con i trattamenti energetici, con gli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.
Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano l’uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.
I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.
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