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Ajna, il Chakra del Terzo Occhio

Pubblicato il 26 Gen, 2020 da La Via Da Seguire
settima legge universale

Il sesto chakra: l’occhio che vede ciò che gli occhi non vedono.

La scheda

  • Posizione: al centro della fronte, tra le sopracciglia, appena sopra.
  • Colore: indaco. Petali: due. Mantra: AUM. Nota: Mi. Vocale: O.
  • Senso: il senso del pensiero, la capacità di cogliere il pensiero dell’altro. Elemento: la mente, oltre i cinque elementi.
  • Simbolo: un cerchio bianco con un triangolo, e nessun animale, perché qui si è oltre la natura.
  • Nel corpo: fronte, occhi, zona tra le sopracciglia, la vista e la testa.
  • Luce Sacra Divina: Luce Oro Rubino. Pianeta: il futuro Giove. Giorno: il giovedì. Segni: Sagittario e Pesci.
  • Espressione dell’Io: Io Penso. Virtù da coltivare: la giustizia. Vizio da trasmutare: la ghiottoneria.
  • Organo eterico: il fegato.
  • Involucro collegato: l’involucro astrale verde, che si aggancia al pube, sulle gonadi.

Il comando e la visione

Ajna significa «comando», «percezione», «conoscenza». È il centro della visione interiore, dell’intuizione, dell’immaginazione, della capacità di andare oltre le apparenze. Lo chiamiamo terzo occhio perché coglie ciò che i due occhi fisici non possono vedere.

Si chiama «comando» perché è qui che arriva la voce della guida interiore, la parte di te che sa. Quando questo centro è limpido, non hai bisogno di chiedere a mille persone cosa fare: senti. E quello che senti è chiaro, calmo, preciso, anche quando non ti piace.

Appartiene alla Luce Oro Rubino, la Luce della coscienza per immagini del futuro Giove. Ajna è proprio l’organo di questa coscienza, quello attraverso cui un giorno l’uomo vedrà in immagini la natura profonda delle cose e degli esseri. Ed è qui che arde la Fiamma sulla fronte di cui ti parlo nella Luce Azzurra.

I petali che ci sono e quelli da creare

Il loto del terzo occhio ha due petali: uno lo porti già con te, l’altro si crea nel corso della vita. Il modo più sicuro per risvegliarlo non è forzarlo con le tecniche, ma coltivare la devozione, la pace e la purezza del pensiero. La visione spirituale si apre da sola a chi è pronto a riceverla.

Da qui partono correnti sottili, e tu impari a metterle in moto e a dirigerle. C’è un solo modo per farlo: approfondire le verità spirituali. Leggere, meditare, riflettere su ciò che hai letto, vivere ciò che hai capito. Non ci sono scorciatoie.

Attraverso questo centro entri in contatto con il tuo Io Superiore, la parte di te che non è mai nata e non morirà mai, e attraverso di lui con gli Esseri spirituali più elevati. L’Io Superiore nasce nel mondo spirituale un po’ alla volta, come un bambino nel grembo della madre. E come una madre deve nutrirsi bene per il bambino che porta, così tu devi nutrire bene il tuo pensiero e il tuo sentimento: pensieri sani, sentimenti puliti, nessuna fantasia malata.

Quando questo lavoro matura, si fa strada una certezza che nessun libro può darti. Non credi più, sai: che le vite si ripetono, che ogni azione torna, che esiste una parte di te immortale. Non perché qualcuno te l’ha detto, ma perché lo vedi.

Il simbolo

Il loto ha soltanto due petali, bianchi, come due ali aperte ai lati della fronte. Al centro c’è un cerchio bianco con un triangolo: è il simbolo della mente che si è fatta limpida, del pensiero che ha smesso di agitarsi ed è diventato specchio.

Qui non c’è nessun animale. Ogni altro chakra ha il suo, la forza della natura che ancora lo abita. Il terzo occhio no: si è oltre gli elementi, oltre la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria e l’etere. A lavorare è la mente pura, e la sua sillaba è AUM, il suono che contiene tutti gli altri.

La sua Luce e il suo involucro

Come ti ho detto, Ajna appartiene alla Luce Oro Rubino, la Luce del futuro Giove e della pace. È anche la Luce della giustizia, della grazia, della provvidenza, della devozione e dell’abbondanza. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sull’organo, che per Ajna è il fegato eterico. Il fegato è il grande trasformatore del corpo: è lui che fa di ciò che mangi sostanza tua. Allo stesso modo Ajna trasforma ciò che vedi in comprensione.

Il ponte con il mondo degli involucri è la nota Mi. Attraverso questa nota la Luce Oro Rubino si unisce all’involucro astrale verde, che scende dall’astrale e agisce sulle gonadi a partire dal suo punto, il pube. Ti può sembrare strano che il terzo occhio sia legato al punto più basso, ma non lo è: la forza creatrice che in basso genera la vita, quando sale, diventa visione. È la stessa forza, su due piani diversi.

La nota Mi, la visione che deve scendere

Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Ajna è il Mi. Non è un dettaglio da scheda: la nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro, cioè il chakra nel corpo astrale, la Luce Oro Rubino che sale dal Fisico e l’involucro astrale verde che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.

Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, è creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.

Dopo il Mi la scala fa un passo cortissimo, il mezzo tono che porta al Fa. È uno dei due punti dell’ottava in cui le note quasi si toccano: un passaggio stretto, dove la forza deve raccogliersi per andare oltre. E il Fa appartiene a Manipura. Ciò che il terzo occhio vede non basta vederlo: deve scendere, attraversare le emozioni e diventare vita vissuta. Una visione che resta nella testa non fa evolvere nessuno. Sette note e sette Luci compongono un ciclo e, quando il ciclo si compie, ne comincia uno nuovo, un’ottava più in alto, all’infinito.

La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va cercata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e l’intenzione adatte. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché non risuona davvero.

Nel Fisico

Nel corpo Ajna si riflette nella fronte, negli occhi, nella zona tra le sopracciglia, in tutto il sistema della vista e nella testa. È legato al senso del pensiero, la capacità di cogliere il pensiero dell’altro come cogli un colore o un suono.

Quando è in equilibrio, la mente è lucida, la testa leggera, il sonno profondo e i sogni chiari. Quando è in carenza, senti la testa pesante e annebbiata, fai fatica a concentrarti, a ricordare, a immaginare. Quando è in eccesso, la mente non si ferma mai: tensione tra le sopracciglia, occhi stanchi, sonno agitato, troppi pensieri. Rilassare la fronte, chiudere gli occhi e lasciarli riposare nel buio, sfiorare la zona tra le sopracciglia: sono gesti semplici che lo riequilibrano.

Nell’Anima

Nell’Anima è la capacità di vedere con chiarezza la verità delle situazioni, delle persone e di te stesso.

Quando è in carenza, vedi solo le apparenze e ti lasci ingannare. Non ti fidi delle tue intuizioni, chiedi sempre conferma agli altri, ti perdi nei dettagli e non vedi il disegno. Quando è in eccesso, ti smarrisci nelle fantasie e nelle visioni senza fondamento, vedi segni dappertutto, cerchi eventi straordinari uno dopo l’altro: qui ritrovi uno dei rami della ghiottoneria, la fame di esperienze spirituali.

L’equilibrio è una visione chiara, calda, devota e ben piantata nella realtà. La sua virtù è la giustizia: dare a ogni cosa il suo posto e il suo peso, né di più né di meno.

Nello Spirito

Nello Spirito Ajna è l’occhio dello Spirito, la porta della visione spirituale. Quando lo lavori con la Luce Oro Rubino, stai preparando l’organo attraverso cui un giorno vedrai il mondo spirituale.

Ricorda però una cosa: chi ha una visione non ne parla con leggerezza. Le esperienze interiori raccontate troppo presto si induriscono e perdono la loro forza. Custodiscile nel silenzio, lasciale maturare. Quando sarà il momento giusto, saprai a chi e come parlarne.

Il mantra AUM

AUM unisce in sé tutti i suoni. La A si apre, la U raccoglie, la M vibra nella fronte e nella testa. Intonalo lentamente, con gli occhi chiusi, e senti la fronte che si scioglie e la mente che si fa silenziosa.

Come sbloccare il terzo occhio, un esercizio per ogni giorno: il riposo degli occhi

Ti bastano sette minuti. È perfetto la sera, dopo una giornata davanti agli schermi, oppure in qualsiasi momento in cui hai la testa piena. Fallo in casa, in una stanza tranquilla, con la luce bassa.

  1. Siediti comodo, con la schiena dritta, su una sedia o sul divano, e appoggia i gomiti a un tavolo o ai braccioli.
  2. Strofina forte le mani una contro l’altra, finché senti che sono calde.
  3. Chiudi gli occhi e appoggiaci sopra le mani a coppa, senza premere: il palmo copre l’occhio, le dita restano sulla fronte. Deve essere buio. Resta così per un minuto e lascia che gli occhi si riposino in quel buio caldo.
  4. Lascia scendere le mani e, con gli occhi chiusi, porta l’attenzione al punto tra le sopracciglia. Non spingere, non cercare di vedere qualcosa: appoggia l’attenzione lì, come una farfalla su un fiore.
  5. Intona AUM sette volte, lentamente, lasciando che la M vibri a lungo nella fronte.
  6. Resta in silenzio per due o tre minuti. Se arrivano pensieri, non combatterli. Guardali passare come nuvole e torna al punto tra le sopracciglia.
  7. Prima di aprire gli occhi, strofina di nuovo le mani e appoggiale ancora un attimo sugli occhi.

Non fissare candele o luci tremolanti, soprattutto se soffri di crisi epilettiche. Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati e torna a respirare normalmente. Non c’è niente da forzare.

Il terzo occhio bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te

  • Hai un’intuizione e poi non la segui, perché non ti fidi.
  • Chiedi consiglio a tutti prima di ogni decisione.
  • Senti spesso tensione tra le sopracciglia o mal di testa da troppi pensieri.
  • Cerchi segni e messaggi in ogni cosa che accade.
  • Passi da una tecnica spirituale all’altra senza approfondirne nessuna.

Non sono colpe, sono indicazioni: piccole spie accese sul cruscotto dell’Anima, che ti dicono dove portare attenzione.

Aprire il terzo occhio è pericoloso?

Forzarlo sì. Il terzo occhio non si apre con una tecnica o con un esercizio fatto di corsa: si apre da solo quando la vita intera diventa il lavoro. Chi cerca di aprirlo con la forza, senza una vita coerente e senza protezione, rischia di vedere senza capire, di riempirsi di immagini e di segni che non sa leggere e di aprire porte che poi non sa chiudere. Aprirlo nel modo giusto vuol dire coltivare il silenzio, la verità con te stesso e il radicamento nella Radice, un passo alla volta. Se senti che qualcosa si è aperto troppo in fretta e non sai come gestirlo, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.

Le pietre del terzo occhio

Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.

Sono quelle con il blu profondo e il viola della notte: l’ametista e la sodalite. Ti aiutano a calmare la mente, a vedere con più chiarezza e ad ascoltare l’intuizione.

Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.

  • Durante l’esercizio del riposo degli occhi, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
  • Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.

Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.

Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.

Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.

Per continuare

Se senti il desiderio di coltivare la tua visione interiore con una guida, puoi proseguire con i trattamenti energetici, con gli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.

Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano l’uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.

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I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.

Giovanni Malagoli

Giovanni Malagoli

Mi chiamo Giovanni Malagoli, Ricercatore della Verità, tra la Terra e i Popoli delle Stelle. Sono il fondatore de La Via Da Seguire e Maestro dei Registri Akashici. Nei miei corsi, online e dal vivo, accompagno chi cerca la propria strada nel cammino dell’Anima.

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