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Muladhara, il Chakra della Radice

Pubblicato il 27 Giu, 2020 da La Via Da Seguire
settima legge universale

Il primo chakra, il fondamento su cui cresce tutto il resto.

La scheda

  • Posizione: alla base della colonna vertebrale, nel perineo.
  • Colore: rosso. Petali: quattro. Mantra: LAM. Nota: Si. Vocale: EI.
  • Senso: l’olfatto. Elemento: la terra.
  • Simbolo: un quadrato giallo dentro il loto, e l’elefante.
  • Nel corpo: ossa, denti, gambe e piedi, sistema linfatico, vescica e intestino, prostata nell’uomo.
  • Organo eterico: cervello e genitali.
  • Luce Sacra Divina: Luce Rosa. Pianeta: l’antica Luna. Giorno: il lunedì. Segno: Cancro.
  • Espressione dell’Io: Io Esisto. Virtù da coltivare: la speranza. Vizio da trasmutare: l’accidia.
  • Involucro collegato: l’involucro astrale viola, che si aggancia al centro della fronte, sulla pineale.

Il sostegno della radice

Muladhara significa «sostegno della radice». È il primo dei sette chakra e si trova alla base della colonna vertebrale, nel punto più basso del tronco, là dove il corpo poggia sulla terra quando sei seduto. È il fondamento di tutto il sistema dei centri: se la base è forte, anche gli altri chakra possono crescere in equilibrio; se vacilla, tutto il resto vacilla con lei.

È il centro della terra, della stabilità, della sicurezza, del diritto di esistere e di avere ciò che serve per vivere: una casa, il cibo, il calore, il lavoro. È da qui che assorbiamo le energie della Terra. Ed è qui che vive l’energia dell’origine, la forza vitale che nella tradizione orientale si chiama kundalini, raccolta alla base della colonna come un seme che aspetta di salire.

Come tutti i chakra, Muladhara vive nel corpo astrale. È un fiore di loto dell’Anima, una ruota di corrente che riceve l’energia e la ridistribuisce, e allo stesso tempo un organo di percezione spirituale. Nel corpo fisico ne vediamo il riflesso: nelle ossa, nelle gambe, nella base della colonna. Ma la sua vera natura è astrale, ed è lì che si lavora.

I petali che ci sono e quelli da creare

Il loto della radice ha quattro petali. Due si sono formati da soli, in epoche antichissime dell’evoluzione umana, e ognuno di noi li porta già con sé. Gli altri due non ci vengono regalati: dobbiamo crearli noi, nel corso della vita, con la consapevolezza e con il lavoro su noi stessi.

Nella persona che non ha ancora iniziato questo lavoro, i petali sono scuri, fermi, quasi addormentati. In chi cammina sulla via dello Spirito cominciano a schiarirsi, a prendere colore e a muoversi, e un chakra che si muove diventa uno strumento di percezione. Come i cinque sensi sono gli organi del corpo fisico, così i chakra risvegliati diventano gli organi dell’Anima.

I due petali nuovi della radice si risvegliano quando impari a stare davvero nella materia senza esserne schiavo, quando la paura della mancanza lascia il posto alla fiducia, quando il corpo diventa una casa abitata con rispetto e la forza vitale viene custodita e orientata, invece di essere dispersa.

E voglio dirti una cosa importante sulla kundalini: non va svegliata con la forza. Le tecniche che promettono di farla salire in fretta, con respirazioni violente o esercizi estremi, sono pericolose per il corpo e per l’Anima. La forza della radice sale da sola, nel tempo giusto, quando il cuore e il pensiero sono pronti a riceverla. Prima si prepara la casa, poi arriva l’ospite.

Il simbolo

Muladhara è rappresentato da un fiore di loto con quattro petali rossi. Al centro c’è un quadrato giallo, la forma della terra e della stabilità: i suoi quattro lati sono come i quattro punti cardinali, le quattro stagioni, i quattro elementi che sostengono il mondo. Dentro il quadrato c’è un triangolo con la punta verso il basso e lì, avvolta su se stessa come un serpente addormentato, riposa la forza dell’origine.

Nel cuore del loto ci sono la sillaba LAM e un elefante, simbolo di forza, di solidità e di benessere. L’elefante non corre e non si spaventa: cammina lento e sicuro, e la terra lo sostiene. Ogni elemento di questo disegno parla della terra e di ciò che ci tiene saldi.

Il cerchio che unisce la testa e la radice

C’è un insegnamento particolare su questo chakra, e voglio che tu lo conosca. Muladhara appartiene alla Luna, e la Luna chiude il cerchio del corpo. Il suo organo eterico è doppio: il cervello e i genitali, cioè il punto più alto e il punto più basso. Il cervello è legato alla Corona e al Terzo Occhio, i genitali al chakra Sacrale, il centro della forza creativa.

Per questo il lavoro sulla radice non riguarda mai solo la parte bassa. Quando la radice è solida, anche la testa è lucida; quando la testa è chiara, anche la radice è stabile. Tutto è collegato attraverso questo cerchio.

La sua Luce e il suo involucro

Muladhara appartiene alla Luce Rosa, la Luce dell’antica Luna, la Luce dell’intelligenza dello Spirito Santo che ha dato forma alla sostanza attraverso l’acqua. È la Luce della speranza, della coesione, dell’educazione, della cultura e dell’adorazione. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sugli organi, che per Muladhara sono il cervello e i genitali eterici: il cerchio di cui ti ho appena parlato.

Il ponte con il mondo degli involucri è la nota Si. Attraverso questa nota la Luce Rosa si unisce all’involucro astrale viola, che scende dall’astrale e lavora sulla ghiandola pineale dal suo punto, il centro della fronte. Ed ecco di nuovo il cerchio: la radice è legata alla fronte, il punto più basso al punto più alto. Il colore dell’involucro astrale viola è puramente personale: è il colore della trasmutazione e del cambiamento, che ognuno vive a modo suo.

La nota Si: la radice che prepara l’ottava

Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Muladhara è il Si. Non è un dettaglio da scheda. La nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro: il chakra nel corpo astrale, la Luce Rosa che sale dal Fisico e l’involucro astrale viola che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.

Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla Radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, ma creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.

E guarda dove si trova il Si. È l’ultima nota dell’ottava, quella che non sta mai ferma, che chiede di andare avanti e di arrivare al Do, il nuovo inizio. La radice porta in sé proprio questa nota: il punto più basso del tuo corpo custodisce il suono che prepara la ripartenza. Sette note e sette Luci compongono un ciclo. Quando l’ottava si compie, il ciclo si chiude e ne comincia uno nuovo, uguale nella forma ma un’ottava più in alto, e così all’infinito.

La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va trovata, provata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e con l’intenzione giuste. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché vibra davvero.

Nel Fisico

Il chakra è astrale, ma il suo riflesso nel corpo è preciso. Muladhara corrisponde alla base della colonna, al pavimento pelvico, alle gambe e ai piedi, alle ossa e ai denti: a tutto ciò che ti sostiene e ti collega alla terra. Il senso che gli appartiene è l’olfatto, il più antico e il più istintivo dei sensi.

Quando è in equilibrio, il corpo è stabile, ben piantato, sicuro nei movimenti, con gambe forti e piedi che sentono il suolo. Quando è in carenza puoi sentire freddo ai piedi, instabilità, stanchezza nelle gambe, tensione nella parte bassa della schiena, la sensazione di non abitare del tutto il tuo corpo. Quando è in eccesso tutto diventa pesante, lento, rigido, e fai fatica a cambiare abitudini, posizione, ritmo. Il corpo parla, e spesso ci mostra dove la radice ha bisogno di attenzione.

Nell’Anima

Nell’Anima Muladhara è la sicurezza di base: la sensazione di avere un posto nel mondo, di essere al sicuro, di poter contare sulla vita. Nelle relazioni richiama il legame con la madre, perché è la madre che per prima ci nutre e ci accoglie.

Quando questo centro è chiuso, l’Anima vive nella paura: paura di perdere ciò che ci dà benessere, ansia per il denaro, per la casa, per il futuro, smarrimento e sfiducia. Oppure si blocca nell’immobilismo e nella pesantezza e non trova più la forza di muoversi. È l’accidia, il vizio che la Luce Rosa chiede di trasmutare, e la speranza è la forza che la scioglie. Quando invece il centro è troppo aperto, nascono l’attaccamento alle cose materiali, l’avidità, il bisogno di possedere per sentirsi al sicuro.

Quando è in equilibrio, l’Anima è tranquilla, fiduciosa, presente. Ti senti a tuo agio nel corpo, ti fidi di ciò che senti e ti fidi degli altri. Sai che la terra ti sostiene.

Nello Spirito

Nello Spirito Muladhara è il punto in cui lo Spirito tocca la terra. È la radice che permette all’albero di crescere verso il cielo. Senza radice nessuna crescita spirituale è possibile, perché lo Spirito deve potersi incarnare davvero. Chi cerca la spiritualità scappando dal corpo e dalla vita concreta costruisce una casa senza fondamenta.

Grazie al cerchio che unisce la radice alla testa, la forza della terra può salire fino alla Corona e la luce della Corona può scendere fino alla radice. È qui che poggia il ponte arcobaleno dei chakra.

Il mantra LAM

LAM è il suono seme della radice, il suono della terra: profondo, stabile, che scende. La L scorre come l’acqua, la A si apre, la M chiude e fa vibrare tutto verso il basso, come l’acqua che si deposita nella terra e la nutre.

Intonato con voce bassa, lasciando vibrare a lungo la M finale, fa sentire il bacino più pesante, più stabile, più presente. Ti riporta nel corpo quando ti senti troppo nella testa, agitato o disperso. E per chi si sente spento, intonarlo con forza e intenzione aiuta a risvegliare la vitalità addormentata.

Come sbloccare il primo chakra, un esercizio per ogni giorno: le radici nella terra

La radice si nutre di gesti semplici, e questo esercizio ti chiede solo sette minuti. Il posto migliore è all’aperto, su un prato, sulla terra o sulla sabbia, a piedi nudi. Ma va benissimo anche in casa, su un tappeto, e anche con le calze o con le scarpe. Puoi farlo la mattina, per partire con i piedi per terra, oppure in qualsiasi momento in cui ti senti in agitazione.

  1. Mettiti in piedi con i piedi paralleli, alla larghezza del bacino, le ginocchia leggermente morbide. Se non puoi stare in piedi, siediti su una sedia con le piante dei piedi ben appoggiate a terra.
  2. Senti il peso del corpo che scende nei talloni. Dondola piano avanti e indietro finché trovi il punto in cui ti senti in equilibrio, e fermati lì.
  3. Respira con il naso, lentamente, facendo in modo che l’espirazione sia più lunga dell’inspirazione: conta fino a quattro mentre inspiri e fino a sei mentre espiri. Fai sette respiri così.
  4. A ogni espirazione immagina che dalle piante dei piedi scendano radici rosse che entrano nella terra, sempre più in profondità.
  5. Intona LAM sette volte, con voce bassa, lasciando vibrare a lungo la M.
  6. Per chiudere, cammina lentamente per un minuto sentendo ogni passo: il tallone, la pianta, le dita. Come se la terra ti salutasse a ognuno.

E nel resto del tempo dai un ritmo regolare alle tue giornate e al tuo sonno, stai nella natura quando puoi e ricordati ogni giorno che hai il diritto di esistere e di occupare il tuo posto nel mondo.

Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati e torna a respirare in modo normale. Non c’è niente da forzare.

Il primo chakra bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te

  • Hai spesso i piedi freddi o la sensazione di non sentirli.
  • Ti preoccupi continuamente per il denaro, la casa, il futuro, anche quando non c’è un motivo reale.
  • Fai fatica a cominciare le cose, e rimandi.
  • Ti senti fuori luogo, come se non avessi un posto tuo nel mondo.
  • Fai fatica a lasciare andare oggetti, abitudini, sicurezze.

Non sono colpe: sono indicazioni, piccole luci accese sul cruscotto dell’Anima che ti dicono dove portare l’attenzione.

Le pietre del primo chakra

Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.

Sono quelle con i colori della terra e del fuoco: il diaspro rosso, la tormalina nera e l’ossidiana. Ti aiutano a sentire i piedi per terra e a ritrovare la sicurezza.

Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.

  • Durante l’esercizio delle radici nella terra, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
  • Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.

Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.

Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.

Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.

Per continuare

Muladhara è il primo gradino: da qui il cammino sale, chakra dopo chakra, fino alla Corona. Se senti il bisogno di lavorare sulla tua radice in modo guidato, puoi proseguire nei percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.

Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.

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I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.

Giovanni Malagoli

Giovanni Malagoli

Mi chiamo Giovanni Malagoli, Ricercatore della Verità, tra la Terra e i Popoli delle Stelle. Sono il fondatore de La Via Da Seguire e Maestro dei Registri Akashici. Nei miei corsi, online e dal vivo, accompagno chi cerca la propria strada nel cammino dell’Anima.

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