Il quarto chakra: il centro del centro, dove il cielo e la terra si abbracciano.
La scheda
- Posizione: al centro del petto, all’altezza del cuore.
- Colore: verde. Petali: dodici. Mantra: YAM. Nota: La. Vocale: AU.
- Senso: il tatto. Elemento: l’aria.
- Simbolo: due triangoli intrecciati in una stella a sei punte, e l’antilope.
- Nel corpo: cuore, circolazione, cassa toracica e respiro, spalle, braccia e mani.
- Luce Sacra Divina: Luce Gialla Dorata. Pianeta: l’antico Sole. Giorno: la domenica. Segno: Leone.
- Espressione dell’Io: Io Sono. Virtù da coltivare: l’amore che si fa carità. Vizio da trasmutare: la superbia.
- Organo eterico: il cuore.
- Involucro collegato: l’involucro astrale bianco, che si aggancia al plesso solare, senza ghiandola.
Il suono che nasce da sé
Anahata significa «ciò che non è stato colpito»: il suono che nasce senza che due cose si urtino. Tutti i suoni del mondo nascono da un urto, il suono del cuore no. Nasce da sé, come l’amore vero, che per esistere non ha bisogno di una causa esterna.
È il quarto di sette: sopra di lui ci sono tre chakra, sotto di lui altri tre. Sta esattamente nel mezzo e mette in equilibrio le forze dei pianeti superiori (Saturno, Giove e Marte) con quelle dei pianeti inferiori (Venere, Mercurio e Luna). Senza il cuore le forze dall’alto resterebbero astratte e fredde, quelle dal basso istintive e cieche. Nel cuore si incontrano e diventano umane. È il pilastro centrale del ponte arcobaleno che scende dalla Corona.
È anche il centro che coordina tutti gli altri, e per questo va curato più di ogni altro. Un chakra può risvegliarsi anche senza il cuore, ma allora diventa potere senza amore, visione senza calore, parola senza verità. È il cuore a rendere umano ogni dono spirituale.
I petali che ci sono e quelli da creare
Il loto del cuore ha dodici petali: sei si sono formati da soli, gli altri sei li crei tu, coltivando ogni giorno sei qualità dell’Anima.
- Il controllo del pensiero: ragionare con ordine, un passaggio dopo l’altro, con logica, senza lasciare che la mente corra dove vuole.
- Il controllo delle azioni: agire per tua scelta, non solo spinto da ciò che succede fuori, e restare coerente con quello che hai deciso.
- La perseveranza: restare fedele a ciò che hai riconosciuto giusto, anche quando arrivano gli ostacoli.
- La tolleranza: frenare la critica e cercare di comprendere gli altri e le loro strade prima di giudicarle.
- L’apertura senza pregiudizi: accogliere il nuovo con fiducia ed essere pronto a cambiare idea davanti a una verità più grande.
- L’equilibrio interiore: restare centrato nella gioia e nel dolore, senza farti travolgere né dall’una né dall’altro.
Ti do un consiglio pratico che funziona: non provare a lavorare su tutte e sei insieme. Prendine una al mese. Il primo mese porta attenzione solo al pensiero, il secondo alle azioni, il terzo alla perseveranza, e poi alle altre. Dopo sei mesi le metti insieme e ti accorgerai che il cuore è cambiato. Queste qualità devono diventare abitudini naturali, non uno sforzo continuo.
Quando questo lavoro matura, il cuore diventa un organo di percezione: senti gli altri, e la sensibilità degli animali, come calore e come freddo. Tutto ciò che cresce e si sviluppa irradia calore, tutto ciò che appassisce e muore effonde freddo. Se il centro si apre in modo disordinato diventi troppo sensibile e ti allontani dagli altri, giudicandoli. Se si apre in armonia, nasce in te l’amore universale.
Il simbolo
Il loto ha dodici petali e nella tradizione più antica non sono verdi, ma di un rosso vermiglio, caldo come il sangue che il cuore spinge in tutto il corpo. Dentro il loto ci sono due triangoli intrecciati, uno con la punta verso l’alto e uno con la punta verso il basso: è la stella a sei punte, l’incontro perfetto tra ciò che sale e ciò che scende, tra la terra e il cielo, tra l’umano e il divino. «Come in alto, così in basso», scritto in un solo disegno.
Al centro della stella arde una piccola fiamma immobile, come una lampada al riparo dal vento. È l’immagine dell’Anima individuale, la tua scintilla, che resta accesa e ferma anche quando fuori tutto si agita.
L’animale di Anahata è l’antilope: leggera, veloce, sensibile, sempre attenta. Corre dietro alla bellezza e scappa al minimo rumore. È il cuore umano, delicato e libero, che va protetto senza essere chiuso in gabbia.
La sua Luce e il suo involucro
Anahata appartiene alla Luce Gialla Dorata, la Luce dell’antico Sole, dell’amore del Figlio e della connessione con il Cristo. È la Luce della saggezza, dell’illuminazione, del discernimento e dell’amore che si fa carità. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sull’organo, che qui è il cuore stesso, il cuore eterico.
Il ponte con il mondo degli involucri è la nota La. Attraverso questa nota la Luce Gialla Dorata si unisce all’involucro astrale bianco, che scende dall’astrale e si aggancia al suo punto, il plesso solare. È l’unico involucro che non lavora su una ghiandola, perché il cuore non ha bisogno di intermediari: riceve direttamente, come il sole, che per splendere non ha bisogno di nessuno.
La nota La, il cuore che accorda
Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Anahata è il La. Non è un dettaglio da scheda: la nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro, cioè il chakra nel corpo astrale, la Luce Gialla Dorata che sale dal Fisico e l’involucro astrale bianco che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.
Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, è creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.
Pensa a un’orchestra prima del concerto: tutti gli strumenti si accordano su una sola nota, il La. Ecco perché il La appartiene al cuore: il cuore è il diapason di tutto il tuo essere, la nota su cui si accordano gli altri sei centri. Quando è intonato, anche la radice, il ventre, il plesso solare, la gola, la fronte e la Corona suonano insieme. Quando è stonato, tutto il resto fatica a trovare l’armonia. Sette note e sette Luci compongono un ciclo e, quando il ciclo si compie, ne comincia uno nuovo, un’ottava più in alto, all’infinito.
La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va cercata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e l’intenzione adatte. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché non risuona davvero.
Nel Fisico
Nel corpo Anahata si riflette nel cuore, nei polmoni, nel respiro, nella circolazione, nelle braccia e nelle mani, che sono le estensioni del cuore nel mondo. Con le mani accarezzi, curi, doni, crei. Il senso che gli appartiene è il tatto, quello del contatto e del confine, che ti fa sentire dove finisci tu e dove comincia l’altro.
Quando è in equilibrio, il respiro è ampio, le mani sono calde, le spalle rilassate e il petto aperto. Quando è in carenza, il petto si chiude, le spalle vanno in avanti come a proteggere il cuore, il respiro si fa corto e le mani restano fredde. Quando è in eccesso, senti il cuore in gola, l’agitazione nel petto, il respiro affannato di chi vuole dare tutto e subito. Aprire le braccia, respirare nelle costole e portare la mano al centro del petto lo riequilibrano.
Nell’Anima
Nell’Anima è la capacità di amare e di essere amato, la casa della compassione, del perdono, della gratitudine e della gioia.
Quando è in carenza, l’Anima si difende e non si lascia toccare: hai paura di soffrire, tieni le persone a distanza, fai fatica a perdonare e ancora di più a perdonarti. Quando è in eccesso, si dona fino a svuotarsi: ti prendi cura di tutti tranne che di te, ami per essere amato e dentro nasce un rancore silenzioso quando l’amore non torna indietro.
L’equilibrio è un cuore aperto che resta centrato. La sua ombra è la superbia: l’io che dimentica da dove viene la sua luce e si crede la sorgente dell’amore invece del suo canale. La sua virtù è l’amore che si fa carità, quello che non chiede niente in cambio.
Nello Spirito
Nello Spirito Anahata è la dimora del Cristo nell’uomo, il punto in cui Spirito e materia si uniscono. È il centro da cui un giorno l’uomo percepirà il mondo spirituale non più con la testa, ma con il cuore. Il pensiero del cuore è il pensiero del futuro.
È anche il luogo in cui l’Io si sente davvero a casa. La testa pensa, il ventre sente, la volontà agisce, ma è nel cuore che l’Io dice «Io Sono». Non «io penso», non «io voglio», ma «Io Sono». È la parola più sacra che un essere umano possa pronunciare, ed è nel cuore che diventa vera.
Il mantra YAM
YAM è il suono dell’aria e del respiro. La Y si apre come un soffio, la A si allarga nel petto, la M vibra nel cuore. Intonalo con dolcezza, con la mano sul petto, e senti il torace che si dilata.
Come sbloccare il chakra del cuore, un esercizio per ogni giorno: le braccia del cuore
Ti bastano sette minuti, la mattina appena alzato o la sera prima di dormire. Puoi farlo in casa, davanti a una finestra aperta, oppure fuori, in mezzo al verde. Vestiti comodo, con niente che stringa il petto.
- Mettiti in piedi, con i piedi alla larghezza del bacino. Se non ci riesci, va benissimo anche da seduto, con la schiena staccata dallo schienale.
- Inspira con il naso e apri lentamente le braccia ai lati, all’altezza delle spalle, come per accogliere il mondo. Senti il petto che si allarga.
- Espira con la bocca e riporta le braccia davanti a te, incrociandole sul petto come per abbracciarti. Ripeti sette volte, lentamente.
- Ora appoggia le mani una sopra l’altra al centro del petto. Respira con calma e immagina una luce dorata che nasce sotto le mani e si espande in tutto il torace.
- Intona YAM sette volte, con dolcezza, sentendo la vibrazione sotto le mani.
- Pensa a una persona a cui vuoi bene e mandale questa luce. Poi pensa a una persona con cui hai un conflitto e manda anche a lei la stessa luce, senza giudicare. Se ancora non ci riesci, va bene lo stesso: il cuore impara.
- La sera, prima di dormire, ripensa a tre cose della giornata per cui sei grato. Anche piccole, anzi soprattutto piccole.
Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati e torna a respirare normalmente. Non c’è niente da forzare.
Il chakra del cuore bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te
- Ti accorgi che le spalle tendono a chiudersi in avanti, come a proteggere il petto.
- Fai fatica a ricevere: un complimento, un aiuto, un regalo.
- Ti prendi cura di tutti e ti dimentichi di te.
- Porti dentro rancori che non riesci a lasciare andare.
- Ti senti più bravo o più avanti degli altri, e lo fai pesare.
Non sono colpe, sono indicazioni: piccole spie accese sul cruscotto dell’Anima, che ti dicono dove portare attenzione.
Le pietre del chakra del cuore
Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.
Sono quelle con il rosa della tenerezza e il verde della natura: il quarzo rosa e l’avventurina verde. Ti aiutano ad aprirti all’amore, a perdonare e a lasciare andare il rancore.
Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.
- Durante l’esercizio delle braccia del cuore, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
- Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.
Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.
Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.
Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.
Per continuare
Se vuoi lavorare sulle sei qualità del cuore con una guida, puoi proseguire con i trattamenti energetici, con gli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.
Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano l’uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.
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I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.
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