Il terzo chakra, la città dei gioielli, dove le emozioni diventano corpo.
La scheda
- Posizione: nella parte alta dell’addome, tra l’ombelico e lo sterno, alla bocca dello stomaco.
- Colore: giallo. Petali: dieci. Mantra: RAM. Nota: Fa. Vocale: A.
- Senso: la vista. Elemento: il fuoco.
- Simbolo: un triangolo di fuoco con la punta verso il basso, e l’ariete.
- Nel corpo: stomaco, intestino, pancreas, tutta la zona della digestione, diaframma, parte media della schiena.
- Luce Sacra Divina: Luce Violetta. Pianeta: il futuro Venere. Giorno: il venerdì. Segni: Toro e Bilancia.
- Espressione dell’Io: Io Amo. Virtù da coltivare: la temperanza. Vizio da trasmutare: la lussuria.
- Organo eterico: i reni.
- Involucro collegato: l’involucro astrale azzurro, che si aggancia alla gola, sulle surrenali.
La città dei gioielli
Manipura significa «città dei gioielli». È la sede delle emozioni, e quindi anche delle reazioni che teniamo dentro. Le emozioni che non esprimi, che reprimi, che ingoi, non spariscono: scendono nelle viscere e da lì ne governano il ritmo. Quante volte hai sentito lo stomaco chiudersi per l’ansia, o un peso nel ventre per un dolore non detto? È Manipura che riceve le tue emozioni e le trasforma in movimenti del corpo. Non a caso le viscere vengono chiamate il secondo cervello.
È anche il centro del fuoco. Lo stesso fuoco che nel corpo digerisce il cibo, nell’Anima digerisce le esperienze. Ciò che vivi va masticato, assimilato, trasformato in forza. Ciò che non riesci a digerire resta lì, pesa, brucia e prima o poi chiede di essere guardato. Quando il fuoco di Manipura è sano, ogni esperienza, anche la più dura, diventa nutrimento.
Appartiene alla Luce Violetta, perché il corpo astrale, il corpo delle emozioni, è la costituzione di questa Luce. Manipura è il punto in cui le emozioni del corpo astrale si ancorano al corpo fisico, ed è qui che la Fiamma Violetta lavora per trasmutarle.
I petali che ci sono e quelli da creare
Il loto di Manipura ha dieci petali: cinque li porti già con te, gli altri cinque li crei con il lavoro su te stesso. Si risvegliano quando impari a essere padrone delle impressioni che arrivano da fuori, invece di farti trascinare.
Oggi viviamo bombardati: suoni, immagini, notizie, voci, schermi, tutto entra senza chiedere permesso. Il lavoro su questo centro è imparare a scegliere: ricevere solo le impressioni a cui decidi di dare attenzione, riuscire a non sentire ciò che non vuoi sentire anche in mezzo al rumore, costruire dentro di te una corazza gentile, che non ti chiude al mondo ma ti protegge da ciò che entra senza che tu lo sappia.
E poi riconoscere l’origine di ciò che provi: da dove vengono questa paura, questa sensazione, questo ricordo che torna. Restare fedele a ciò che vedi e senti davvero, senza lasciarti ingannare dalle illusioni del vissuto. Chi fa questo lavoro smette di reagire e comincia a rispondere.
È uno dei centri più impegnativi da lavorare, perché tocca da vicino il corpo e le sue reazioni. Ma quando si risveglia ti fa percepire le qualità nascoste delle Anime, i loro talenti e le loro emozioni, come luci e colori. E ti fa comprendere il ruolo degli animali, delle piante, delle pietre, dei metalli e perfino del tempo atmosferico nell’economia della Terra: il dare e l’avere di tutta la natura.
Il simbolo
Il loto ha dieci petali e, nella tradizione più antica, non sono gialli ma del colore di una nuvola carica di pioggia, un blu scuro, quasi nero. Al centro c’è un triangolo rosso con la punta rivolta verso il basso, il triangolo del fuoco. Pensa a questa immagine: il fuoco al centro e la nuvola di pioggia tutt’intorno. È l’emozione che brucia e l’acqua che la può calmare, la forza che trasforma e la misura che la contiene.
L’animale di Manipura è l’ariete. Va avanti a testa bassa, con forza e coraggio, senza paura degli ostacoli. È l’immagine della volontà personale, dell’impulso ad agire. Quando l’ariete è guidato apre la strada, quando è lasciato a se stesso sbatte contro tutto.
La sua Luce e il suo involucro
Manipura appartiene alla Luce Violetta, la Luce del futuro Venere, della coscienza ispirata, della trasmutazione, della misericordia e della libertà. È la Luce dell’accordo tra corpo, Anima e Spirito. Lavora dal Fisico verso l’alto e agisce sugli organi, che per Manipura sono i reni eterici: i grandi filtri, quelli che separano ciò che serve da ciò che va lasciato andare.
Il ponte con il mondo degli involucri è la nota Fa. Attraverso questa nota la Luce Violetta si unisce all’involucro astrale azzurro, che scende dall’astrale e lavora sulle ghiandole surrenali dal suo punto, la gola. Le surrenali sono le ghiandole delle reazioni improvvise, della paura e dell’allarme, e qui vedi quanto questo centro sia legato alle emozioni. Quando la Luce Violetta e l’involucro astrale azzurro lavorano insieme, l’allarme si calma e la reazione diventa scelta.
La nota Fa: il passaggio stretto
Ogni chakra ha la sua nota, e quella di Manipura è il Fa. Non è un dettaglio da scheda. La nota è l’unica cosa che lega insieme i tre mondi di questo centro: il chakra nel corpo astrale, la Luce Violetta che sale dal Fisico e l’involucro astrale azzurro che scende dall’astrale. Il colore cambia da un piano all’altro, la nota resta la stessa. Per questo il ponte è sempre la nota, mai il colore.
Se conosci un po’ di musica, ti accorgerai che le note dei chakra non salgono in ordine dalla Radice alla Corona, come trovi scritto quasi ovunque. Non è un errore. Qui la nota non è il gradino di una scala, ma creazione e rappresentazione: è il suono con cui quella forza è stata creata e con cui continua a vibrare nell’universo, dentro e fuori di te.
Nella scala il Fa arriva dopo un passo cortissimo: tra il Mi e il Fa c’è solo mezzo tono, ed è uno dei due punti dell’ottava in cui le note quasi si toccano. È un passaggio stretto, e in un passaggio stretto la forza deve raccogliersi per attraversarlo. Non è un caso che il Mi appartenga al Terzo Occhio e il Fa a Manipura: ciò che vedi con lo sguardo interiore deve scendere nelle emozioni e diventare vita, e quel passaggio non è mai automatico. È proprio lì che lavora la Luce Violetta, la Luce della trasmutazione. Sette note e sette Luci compongono un ciclo e, quando il ciclo si compie, ne comincia uno nuovo, un’ottava più in alto, all’infinito.
La nota si può anche cantare, ma non è semplice come sembra. Va trovata, provata, sentita vibrare nel punto giusto del corpo ed espressa con la vocale e con l’intenzione giuste. Per questo la lavoriamo insieme nei corsi, dove la proviamo e la correggiamo finché vibra davvero.
Nel Fisico
Nel corpo Manipura si riflette nello stomaco, nell’intestino, in tutta la zona della digestione, nel diaframma e nella parte media della schiena. Il senso che gli appartiene è la vista, il senso che riconosce le forme e ti fa orientare nel mondo.
Quando è in armonia, il ventre è morbido, la digestione è serena, hai energia per tutta la giornata e la schiena è dritta senza essere rigida. Quando è in carenza ti senti senza forze, digerisci con difficoltà, il ventre è freddo e gonfio e fai fatica a iniziare le cose. Quando è in eccesso c’è troppo fuoco: acidità, tensione nel diaframma, il bisogno di fare, di controllare, di non fermarti mai. Respirare con il ventre, massaggiare dolcemente l’addome in senso orario, mangiare con calma in un ambiente sereno e prendere un po’ di sole del mattino sono gesti che lo riportano in equilibrio.
Nell’Anima
Nell’Anima è il luogo delle emozioni e della forza personale: la volontà, la stima di te, la capacità di dire «io voglio» e di portare a termine ciò che inizi.
Quando è in carenza ti senti piccolo, insicuro, in balia degli altri e delle loro emozioni. Assorbi tutto, ti fai carico di ciò che non è tuo e alla fine ti svuoti. Quando è in eccesso il fuoco diventa dominio: vuoi avere ragione, vuoi controllare tutto, esplodi e poi te ne penti. In tutti e due i casi le emozioni non vengono digerite, e qui trovi l’origine della lussuria: il bisogno di riempire con il piacere un vuoto che è dell’Anima.
La virtù di questo centro è la temperanza, la giusta misura: non spegnere il fuoco e non lasciarlo divampare. Sentire l’emozione, riconoscerla ed esprimerla al momento giusto e nel modo giusto, prima che diventi un peso. La temperanza è la virtù della Luce Violetta, ed è la vera forza di chi ha imparato a stare nel proprio centro.
Nello Spirito
Nello Spirito Manipura è davvero la città dei gioielli. Ogni emozione, anche la più pesante, nasconde una pietra preziosa, una forza che può diventare virtù: la rabbia contiene il coraggio, la paura contiene la prudenza, la tristezza contiene la profondità. Lavorare su questo centro è alchimia interiore, il piombo che diventa oro nel cuore stesso delle emozioni.
È qui che l’Io impara a essere il re della propria casa. Non un tiranno che reprime, ma un re giusto, che ascolta tutti i suoi sudditi, cioè le paure, i desideri, le emozioni, e poi decide con amore. Quando il sole di Manipura è acceso, illumina tutto il corpo e diventa la tua luce personale nel mondo.
Il mantra RAM
RAM è il suono del fuoco, il fuoco della trasmutazione. La R vibra come una fiamma, la A si apre, la M raccoglie il calore nel ventre. Intonalo con forza, facendo vibrare bene la R. A chi si sente debole o invaso dalle emozioni degli altri ridà centro e calore.
Come sbloccare il chakra del plesso solare, un esercizio per ogni giorno: il sole nel ventre
Ti bastano sette minuti. Il momento migliore è la mattina, quando la giornata deve ancora cominciare, oppure qualsiasi momento in cui ti senti travolto dalle emozioni. Fallo lontano dai pasti, almeno un’ora dopo aver mangiato. Puoi farlo in casa o all’aperto e, se ci riesci, con il sole del mattino sul viso, senza mai guardarlo direttamente.
- Siediti con la schiena dritta, su una sedia o a terra su un cuscino, con i piedi ben appoggiati. Se preferisci, puoi stare in piedi.
- Appoggia una mano nella parte alta dell’addome, sotto lo sterno, e l’altra sopra la prima.
- Respira con il naso e senti la mano che si alza quando inspiri e si abbassa quando espiri. Lascia che l’espirazione sia un po’ più lunga dell’inspirazione. Fai così dieci respiri, uno per ogni petalo.
- Immagina nel punto delle mani un piccolo sole giallo, caldo, che si accende e si allarga a ogni respiro.
- Se c’è un’emozione pesante, una preoccupazione, una rabbia, chiamala per nome dentro di te. Poi immagina che una fiamma violetta avvolga il sole e la trasformi in calore buono.
- Intona RAM sette volte, facendo vibrare bene la R.
- Per chiudere, apri gli occhi e decidi una sola piccola cosa che porterai a termine oggi. E poi falla. Ogni impegno mantenuto rafforza il fuoco di questo centro.
Se senti un giramento di testa o un disagio, fermati e torna a respirare in modo normale. Non c’è niente da forzare.
Il chakra del plesso solare bloccato: i sintomi e i segnali da osservare in te
- Senti spesso un nodo allo stomaco quando devi affrontare qualcuno o qualcosa.
- Dici sì quando vorresti dire no, e poi ti senti svuotato.
- Ti accorgi che le emozioni degli altri ti entrano dentro come se fossero tue.
- Hai bisogno di controllare tutto e ti agiti quando le cose non vanno come vuoi.
- Inizi molte cose e ne porti a termine poche.
Non sono colpe: sono indicazioni, piccole luci accese sul cruscotto dell’Anima che ti dicono dove portare l’attenzione.
Le pietre del chakra del plesso solare
Le pietre le metto qui per conoscenza e per completezza. Nel mio lavoro do più importanza al colore, perché è il colore la vibrazione che il chakra riconosce, e la pietra è solo una delle tante forme in cui quel colore si presenta. Se vuoi usarne una, ecco quelle che risuonano con questo chakra.
Sono quelle con il giallo e l’oro del sole: il citrino e l’occhio di tigre. Ti aiutano a ritrovare la forza personale, la fiducia in te e il coraggio di decidere.
Scegli una sola pietra, quella che ti attira di più. La trovi in un negozio di minerali o in erboristeria, e va benissimo anche piccola, grande come una nocciola. Puoi usarla in due modi.
- Durante l’esercizio del sole nel ventre, tienila chiusa nella mano sinistra dall’inizio alla fine.
- Durante il giorno, portala con te in tasca o nella borsa, e ogni tanto stringila un momento e fai un respiro lento.
Una volta alla settimana sciacquala sotto l’acqua fresca del rubinetto per pochi secondi, asciugala con un panno morbido e lasciala per una notte sul davanzale, alla luce della luna. Non lasciarla al sole: alcune pietre, come l’ametista, il quarzo rosa e il citrino, con il sole perdono il colore.
Se la pietra non ce l’hai, va benissimo il colore. Durante l’esercizio puoi tenere davanti a te qualcosa di quel colore, un foglio, un tessuto o un fiore, oppure puoi usare solo l’immaginazione. Immaginare qui non vuol dire vedere un’immagine nella mente: vuol dire essere consapevole del colore a cui stai pensando e avere fede in quello che pensi. È la fede che dà forza a tutto, alla pietra, al colore e al pensiero.
Ricorda che la pietra è un aiuto, non fa il lavoro al posto tuo: il cammino lo fai tu, ogni giorno.
Per continuare
Se vuoi imparare a trasmutare le emozioni prima che diventino peso, il cammino continua nei trattamenti energetici, negli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi dedicati su WhatsApp. Scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147.
Se vuoi vedere tutti e sette i chakra insieme e capire come lavorano uno con l’altro, leggi I Chakra, la guida completa.
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I chakra sono un percorso spirituale e di crescita interiore. Avvertenze.
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