Quando si sente parlare di viaggio astrale, molti pensano a qualcosa di straordinario, riservato a pochi, magari anche un po’ pericoloso. Ti dico subito una cosa che forse ti sorprenderà: tu il viaggio astrale lo fai già. Ogni notte. Tutti lo facciamo. La differenza è che quasi nessuno se ne ricorda.
È un tema che mi sta molto a cuore, perché è uno dei ponti più naturali tra il nostro mondo e i mondi superiori. E voglio spiegartelo in modo semplice, togliendo la paura e lasciando la meraviglia.
Come siamo fatti
Per capire il viaggio astrale bisogna partire da come è fatto l’essere umano. Non siamo solo un corpo fisico. Dentro e intorno al corpo vive il corpo eterico, il corpo delle forze vitali, che ci tiene in vita e ci rigenera. Poi c’è il corpo astrale, il corpo delle emozioni, dei desideri, dei sentimenti. E al centro di tutto c’è il nostro Io, la scintilla eterna che siamo veramente.
Di giorno questi quattro elementi sono uniti. Di notte, invece, succede qualcosa di straordinario.
Che cosa succede ogni notte
Quando ti addormenti, il corpo fisico e il corpo eterico restano nel letto. Il corpo eterico continua a lavorare: fa battere il cuore, regola il respiro, ripara i tessuti, ricarica le forze. Il corpo astrale e l’Io, invece, si sollevano e si allontanano, e tornano nel mondo spirituale da cui provengono.
Questo è il viaggio astrale: l’anima che ogni notte torna a casa. Lì si riposa davvero, si nutre di forze nuove, incontra il suo Angelo e le sue guide, a volte anche le anime delle persone care, comprese quelle che sono già passate oltre. Al mattino rientra nel corpo e porta con sé quello che ha ricevuto. Per questo, dopo una notte di sonno vero, ti svegli rinnovato, a volte con la soluzione a un problema che la sera prima sembrava senza uscita.
Il motivo per cui non ricordiamo quasi niente è semplice. La nostra coscienza di veglia è legata al corpo fisico, e quando l’anima se ne allontana la coscienza si spegne, come una lampadina staccata dalla corrente. Restano frammenti, i sogni, che sono il modo in cui l’anima traduce in immagini conosciute un’esperienza vissuta in un mondo dove le nostre immagini non esistono.
Il filo che non si spezza
Molte persone hanno paura del viaggio astrale perché temono di non riuscire a tornare. Ti tranquillizzo subito: perdersi non è possibile. L’anima resta sempre legata al corpo da un filo luminoso, che da millenni viene chiamato cordone d’argento. Finché viviamo, quel filo non si spezza mai, per quanto lontano l’anima si spinga. Al minimo richiamo del corpo, un rumore, un bisogno, l’anima rientra all’istante.
È proprio quel rientro improvviso che a volte senti come un sobbalzo, la sensazione di cadere nel vuoto che ti fa sussultare mentre ti stai addormentando. È l’anima che, appena uscita, torna dentro di colpo. Niente di pericoloso.
Il viaggio consapevole
Quando si parla di viaggio astrale in senso più stretto, si intende questo stesso viaggio vissuto con un po’ di coscienza: accorgersi di essere fuori dal corpo, ricordare, a volte orientarsi. Non è un potere magico. È una capacità dell’anima che, con il tempo e con un cammino serio, si risveglia da sola.
Ci sono segnali che indicano che la tua anima si sta avvicinando a questa consapevolezza:
- sogni di volare, di fluttuare, di attraversare le pareti, molto vividi e piacevoli;
- sogni in cui ti accorgi di stare sognando;
- una sensazione di vibrazioni o di formicolio in tutto il corpo, nel dormiveglia;
- la sensazione di vedere la tua stanza dall’alto, o di essere sospeso sopra il letto;
- sogni di luoghi mai visti, luminosi, che però ti sembrano familiari;
- risvegli in cui, per qualche istante, il corpo sembra non rispondere.
Quest’ultimo spaventa molte persone, quindi te lo spiego. Succede quando la coscienza rientra un attimo prima del corpo. Dura pochi secondi e passa da solo. Resta calmo, respira piano, muovi un dito della mano, e tutto torna come prima.
Perché la preparazione conta più della tecnica
In giro si trovano tantissime tecniche per “uscire dal corpo”. Io ti dico una cosa diversa: la cosa più importante non è la tecnica, è chi sei quando esci.
Il mondo in cui entra l’anima durante il sonno segue la legge della risonanza: incontri ciò che è simile a te. Se ti addormenti carico di rabbia, di paura, di pensieri pesanti, la tua anima si muove in zone pesanti, e il sonno non ti riposa. Se ti addormenti sereno, pulito e con il cuore in pace, la tua anima sale verso la luce, e al mattino lo senti.
Per questo il vero viaggio astrale si prepara di giorno, vivendo con onestà, con gentilezza, con amore. E si prepara la sera, con pochi gesti semplici.
Ci sono anche alcune cose da evitare. Non forzare mai l’uscita dal corpo con sostanze di nessun tipo. Non provarci quando sei molto agitato, arrabbiato o triste. E non usare mai questa capacità per curiosare nella vita degli altri: il rispetto è la prima legge dei mondi spirituali, e chi la viola si chiude le porte da solo.
La sera del viaggiatore: prepararsi alla notte
Questo è il modo in cui ti consiglio di prepararti, ogni sera. Non serve a uscire dal corpo a tutti i costi. Serve a fare in modo che il viaggio che fai comunque ogni notte sia luminoso, e che piano piano tu cominci a ricordarlo.
Quando. Ogni sera, prima di andare a dormire. In tutto sono una decina di minuti.
Dove. In bagno per il primo passo, poi nel tuo letto.
Come.
- Lava via la giornata. Fai la doccia, se puoi. Ma soprattutto, anche quando la doccia non la fai, lavati i piedi con acqua tiepida, uno alla volta, anche tra le dita, pensando: «Lascio andare tutto ciò che ho raccolto oggi e che non è mio». È lì, nei piedi, che si annidano le larve, i piccoli grumi di energia pesante che si attaccano a noi. Va bene la doccia, la vasca, il bidet o una bacinella, quello che hai. Poi asciuga bene.
- Stacca dagli schermi. Almeno mezz’ora prima di dormire metti via il telefono e spegni la televisione. Le ultime immagini che guardi sono quelle che porti con te nella notte.
- Rivedi la giornata. A letto, con gli occhi chiusi, ripercorri la giornata al contrario, dalla sera al mattino, senza giudicarti. Ti alleggerisce, e l’anima esce più libera. Ho spiegato questo esercizio passo per passo nell’articolo sul risveglio spirituale.
- Avvolgiti di luce. Immagina una luce bianca e dorata che scende su di te dalla testa ai piedi e poi si allarga intorno a te come una sfera. Tu sei al centro, protetto.
- Metti la tua intenzione. Di’ dentro di te, con calma: «Questa notte vado dove la Luce mi porta. Il mio Angelo mi accompagna. Al risveglio ricordo ciò che mi serve». Poi lascia andare e addormentati, senza aspettarti niente.
Al mattino. Questo è il passaggio che quasi tutti saltano, ed è il più importante. Appena ti svegli, non muoverti e non aprire subito gli occhi. Resta fermo nella stessa posizione e chiediti dove sei stato. Spesso un’immagine riaffiora. Seguila con delicatezza, e ne arriveranno altre. Poi scrivi subito tutto, anche solo poche parole, sul quaderno che tieni accanto al letto. Se usi la sveglia, scegli un suono dolce: un risveglio brusco cancella i ricordi in un attimo.
Se per settimane non ricordi niente, non scoraggiarti. È normale. Il ricordo arriva quando l’anima è pronta, non quando lo vogliamo noi. E intanto il solo fatto di prepararti così cambierà la qualità delle tue notti, e delle tue giornate.
Un ponte verso i mondi superiori
Il viaggio astrale non è uno spettacolo e non è una fuga. È la prova, sotto gli occhi di tutti, che non siamo solo un corpo. Ogni notte la nostra anima attraversa una soglia e torna nella sua vera patria. Imparare a farlo con più coscienza vuol dire imparare, piano piano, a vivere anche di giorno con un piede nel cielo e uno sulla Terra.
Se vuoi capire meglio come sono fatti i nostri corpi, ne parlo nella pagina sui corpi sottili. E se vivi esperienze notturne che non sai spiegare, sogni molto intensi o sensazioni di uscire dal corpo che ti spaventano o ti incuriosiscono, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147. Sono a tua disposizione, e ne parliamo insieme.
Giovanni





