Ti svegli al mattino e hai ancora negli occhi il suo viso. Era lì, nel sogno, vicino a te: tua madre, tuo padre, un nonno, un amico, il compagno o la compagna di una vita che non c’è più. A volte ti abbraccia, a volte ti parla, a volte ti guarda soltanto. E per tutto il giorno ti resta addosso una domanda: era solo un sogno, o era davvero lui?
Ti rispondo con quello che ho imparato in tanti anni di ricerca: molto spesso non è solo un sogno. È un incontro.
Dove andiamo quando dormiamo
Quando dormiamo, il corpo resta nel letto a riposare. Ma la parte più profonda di noi, l’anima con le sue emozioni e il nostro Io, si allontana per qualche ora e torna nel mondo spirituale. Al mattino rientra e porta con sé forze nuove: per questo ci svegliamo riposati. Se vuoi capire meglio come siamo fatti, ne parlo nella pagina sui corpi sottili.
Il sonno, quindi, è un viaggio che facciamo ogni notte. E nel mondo in cui entriamo dormendo vivono anche le anime di chi è passato oltre. Il sonno diventa così il luogo naturale dell’incontro.
Al risveglio, però, quasi tutto svanisce. Restano frammenti, immagini, sensazioni, rivestiti delle forme che la nostra mente conosce. Per questo a volte il defunto appare nella vecchia cucina di casa, o con il maglione che portava sempre: è il modo in cui l’anima traduce un incontro avvenuto in un mondo dove non ci sono né cucine né maglioni.
I due momenti più vicini
I nostri cari ci sono più vicini in due momenti: quando stiamo per addormentarci e quando ci stiamo svegliando. Nell’attimo in cui scivoliamo nel sonno, i pensieri d’amore che portiamo nel cuore arrivano a loro. E nell’attimo del risveglio a volte arriva qualcosa da loro: un’immagine, un’intuizione, una frase che ci troviamo in testa senza sapere da dove venga.
Per questo vale la pena, al mattino, restare un momento fermi prima di prendere il telefono. Spesso è lì che qualcosa arriva.
Sogno o visita
Non tutti i sogni sono incontri. A volte è la mente che rielabora il dolore e la nostalgia, ed è giusto e sano che lo faccia. Ma ci sono sogni diversi, che chi li vive riconosce subito:
- sono molto chiari, e li ricordi bene anche a distanza di tempo;
- la persona appare serena, spesso più giovane o in salute;
- al risveglio senti pace, anche se ti scendono le lacrime;
- dentro di te resta una certezza che non sai spiegare.
Che cosa vuole dirti
Se ti abbraccia, il messaggio è quasi sempre lo stesso: sto bene, ti voglio bene, non preoccuparti per me. È una carezza che aiuta il dolore a sciogliersi.
Se ti parla, scrivi quello che ti ha detto appena ti svegli, perché le parole dei sogni svaniscono in fretta. A volte il senso si capisce solo dopo qualche giorno.
Se ti guarda soltanto, quello sguardo è già il messaggio: ti dice che c’è e che il legame non si è interrotto.
Se sembra triste, non spaventarti. Molto spesso è lo specchio del nostro dolore, oppure l’invito a chiudere con amore qualcosa rimasto in sospeso. Non vuol dire che la persona soffra.
E se non lo sogni mai, non vuol dire che non ti voglia bene. A volte il dolore è così forte da chiudere la porta, a volte i segni arrivano in un altro modo: una canzone nel momento giusto, una farfalla, un profumo improvviso. L’amore trova sempre la sua strada.
Ogni sogno, però, è personale, e ha un significato che riguarda solo te e la persona che ami. Tante persone mi scrivono per raccontarmi i loro sogni: se anche tu ne hai fatto uno che ti è rimasto dentro e vuoi capirlo meglio, scrivimi in privato con un messaggio WhatsApp, e ne parliamo con calma.
Come rispondere a chi ti ha visitato
Chi è passato oltre non ha bisogno delle nostre lacrime infinite. Ha bisogno della nostra gioia. I pensieri sereni, d’amore e di felicità che gli mandiamo sono per lui come luce e come nutrimento, mentre la disperazione gli arriva come un peso. La risposta più bella a una visita, quindi, non è un rito. È il modo in cui vivi le tue giornate pensando a lui.
- Portalo nelle cose belle. Quando vedi un tramonto, quando senti una canzone che amava, quando cucini il suo piatto preferito, pensa a lui con un sorriso e dentro di te digli: «Guarda, questo è per te».
- Ricordalo ridendo. Racconta agli altri i suoi aneddoti, le sue frasi, le sue manie. Una risata in suo ricordo gli arriva molto più di un pianto.
- Ringrazialo. Per quello che ti ha dato e per quello che ti ha insegnato. La gratitudine è uno dei pensieri che arrivano più lontano.
- Raccontagli le tue gioie. Una bella notizia, un passo avanti: diglielo, come faresti con una telefonata. Vuole sapere che stai bene.
- Chiudi ciò che è rimasto aperto. Se c’è una parola che non hai fatto in tempo a dire, o un perdono da dare o da chiedere, diglielo nel cuore, con semplicità, e poi lascialo andare.
- Vivi bene. È il regalo più grande che puoi fargli. Ogni volta che scegli la vita, la gioia e l’amore, lui lo sente e prosegue sereno il suo cammino.
Fallo con naturalezza, ogni giorno, senza orari e senza regole. La gioia è la lingua che le anime capiscono meglio.
L’amore non si interrompe
Chi passa oltre continua il suo cammino, e il legame d’amore che ci unisce non si spezza. Cambia forma, diventa più sottile, ma resta. I sogni sono uno dei modi in cui si fa sentire. Accoglili con gratitudine, senza paura, e lascia che ti portino consolazione. Chi ti ha amato non ha smesso di farlo.
Se un sogno ti ha lasciato domande, o se il dolore di una perdita ti pesa ancora troppo, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147. Sono a tua disposizione.
Giovanni





