C’è un momento, nella vita di molte persone, in cui qualcosa cambia. Fuori non succede niente di eclatante: stesso lavoro, stessa casa, stesse persone. Eppure dentro niente è più come prima. Le cose che ti bastavano non ti bastano più. Certe conversazioni ti sembrano vuote. E nasce una domanda che non ti lascia in pace: chi sono davvero, e perché sono qui?
Se ti stai riconoscendo, ti dico subito una cosa: non stai impazzendo e non sei sbagliato. Ti stai svegliando.
Il risveglio spirituale non è una moda, non è un premio per pochi eletti e non è un traguardo. È l’anima che, dopo tanto tempo passato in silenzio, alza la voce e chiede spazio. L’ho vissuto sulla mia pelle, molti anni fa, e da allora lo vedo accadere di continuo nelle persone che accompagno. Ogni volta è diverso, ma ha sempre qualcosa in comune. Te lo racconto.
Che cosa si sveglia, davvero
Per buona parte della vita siamo convinti di essere quello che facciamo, quello che possediamo, quello che gli altri pensano di noi. Viviamo come se il corpo e il carattere fossero tutto. Poi, un giorno, qualcosa dentro di noi si accorge che non è così. Che c’è un Io più profondo, eterno, che ha attraversato altre vite ed è venuto qui con un compito preciso.
Il risveglio è questo: l’Io che si ricorda di sé. A volte arriva dopo un dolore grande, un lutto, una malattia, una separazione, un fallimento. A volte arriva in silenzio, senza un motivo apparente, con un libro capitato tra le mani o un incontro che sembra casuale. Ma non è mai un caso. Arriva quando l’anima è pronta.
Ed è l’inizio di un cammino preciso: la conoscenza dei mondi superiori. Chi si sveglia comincia a sentire che oltre il mondo che vediamo ce n’è un altro, vivo e reale, abitato da esseri spirituali, dalle anime di chi è passato oltre, dalle intelligenze che guidano l’evoluzione. Non è una fuga dalla realtà. È la realtà, finalmente vista per intero.
I segnali dentro di te
Ogni risveglio ha la sua strada, ma ci sono segnali che ritornano quasi sempre:
- senti il bisogno di stare più spesso in silenzio e da solo, e la solitudine non ti fa più paura;
- cerchi risposte che vanno oltre quello che ti hanno insegnato, e le vecchie spiegazioni non ti convincono più;
- ti accorgi di coincidenze che prima non notavi: numeri che ritornano, persone che ti chiamano proprio mentre pensi a loro, la risposta che cercavi che arriva da un libro aperto a caso;
- alcune amicizie si allontanano da sole, e altre persone arrivano come per caso, proprio quelle giuste;
- provi una compassione nuova per le persone, per gli animali, per la Terra, e la violenza ti ferisce più di prima;
- la natura ti chiama, e quando ci stai ti senti finalmente a casa;
- i sogni diventano più vivi e a volte sembrano messaggi;
- senti una nostalgia strana guardando il cielo stellato, come se lassù ci fosse una casa;
- la falsità ti diventa insopportabile, a cominciare dalla tua.
L’ultimo è il segnale più sicuro di tutti. Quando non riesci più a mentire a te stesso, il risveglio è cominciato davvero.
I segnali nel corpo
Il corpo non resta fuori da questo passaggio, perché fisico, anima e spirito camminano insieme. Quando cambia la vibrazione interiore, anche il corpo deve adattarsi, e molte persone me lo raccontano quasi con le stesse parole:
- periodi di stanchezza profonda, anche senza aver fatto niente di particolare;
- il sonno che cambia: hai bisogno di dormire molto di più, oppure ti svegli nel cuore della notte, spesso alla stessa ora;
- una sensibilità più forte ai rumori, alla folla, alle luci artificiali, ai luoghi chiusi;
- il corpo che rifiuta cibi pesanti, alcol, cose che prima mangiavi senza problemi;
- calore lungo la schiena, formicolii sulla testa o tra le sopracciglia, soprattutto durante la meditazione o la preghiera;
- un bisogno nuovo di acqua, di aria, di sole, di movimento.
Voglio però essere chiaro, perché su questo si fa molta confusione. Non tutto quello che succede al corpo è risveglio. Il corpo va ascoltato e va curato, mai trascurato in nome dello spirito. Se un disturbo dura o ti preoccupa, fallo controllare con serietà. Prendersi cura del proprio corpo è già un gesto spirituale: è il tempio in cui l’anima ha scelto di abitare per questa vita.
Perché a volte fa male
Nessuno lo dice abbastanza, quindi lo dico io: il risveglio non è sempre dolce. Anzi, spesso fa male.
Quando l’anima si sveglia, vede tutto. Anche quello che prima non volevi vedere: le relazioni che non ti nutrono, il lavoro che ti spegne, le bugie che ti sei raccontato per anni, le ferite che hai nascosto sotto il tappeto. E soprattutto vedi te stesso, con i tuoi lati in ombra. Incontrare la propria ombra è il momento più duro del cammino, e anche il più importante. È una soglia, e chi la attraversa con sincerità ne esce più libero.
Può arrivare un periodo di confusione, di tristezza, a volte di vuoto, come se il vecchio te stesso si stesse sciogliendo prima che il nuovo sia pronto. Pensa al bruco nel bozzolo: prima di diventare farfalla si scioglie quasi del tutto. C’è un momento in cui non è più bruco e non è ancora farfalla. Quel momento non è un errore. È il passaggio.
In quel tempo di mezzo la tentazione più grande è tornare indietro, alla vita di prima, perché almeno era conosciuta. Ma chi ha visto la luce non riesce più a fingere il buio. Meglio camminare avanti piano che restare fermi sulla soglia.
Gli errori da non fare
- Non sentirti superiore. Il risveglio non ti rende migliore degli altri: ti rende più responsabile. Chi si sente illuminato e guarda gli altri dall’alto si è appena riaddormentato.
- Non scappare dalla vita concreta. La spiritualità vera non ti porta via dalla Terra, ti ci fa stare meglio. Il lavoro, la famiglia, le bollette fanno parte del cammino.
- Non inseguire i fenomeni. Visioni, luci e segni sono belli quando arrivano, ma non sono il punto. Il punto è chi diventi.
- Non bere tutto quello che trovi. In questo periodo arrivano informazioni da ogni parte, e non tutto è vero. Tieni la mente sveglia insieme al cuore aperto.
- Non fare tutto da solo. Un gruppo, un accompagnamento, una persona che ha già percorso questa strada possono risparmiarti tanta fatica.
Come accompagnare il tuo risveglio
Il risveglio non si forza. Si accompagna, come si accompagna un seme che germoglia: con pazienza, con luce, con acqua e con qualche cura ogni giorno.
- Rallenta. Concediti ogni giorno qualche minuto di vera calma interiore, senza telefono, senza televisione, senza niente da fare. Pochi minuti, ma ogni giorno. È in quella quiete che l’anima riesce a farsi sentire.
- Stai a contatto con la natura. Una passeggiata in un parco, in campagna, lungo il mare o un fiume. Se puoi, togli le scarpe e appoggia i piedi nudi sull’erba o sulla terra; se non puoi, va bene lo stesso con le scarpe. Guarda un albero, un fiore, il cielo, come se li vedessi per la prima volta.
- Coltiva la meraviglia. Abituati a cercare ogni giorno qualcosa da ammirare: un gesto gentile, un tramonto, una persona che fa bene il suo lavoro. Chi impara a meravigliarsi apre il cuore alle verità più alte. Chi critica tutto lo chiude.
- Allena il pensiero. Ogni giorno scegli un oggetto semplice, una matita o una tazza, e per cinque minuti pensa solo a quello: com’è fatto, di che materiale, da dove viene, a che cosa serve. Quando la mente scappa, riportala lì con dolcezza. Un pensiero saldo è la base di ogni cammino spirituale.
- Scegli con cura che cosa ti nutre. Persone, letture, musica, cibo, immagini. Non per chiuderti al mondo, ma per proteggere quello che sta nascendo in te.
- Scrivi. Tieni un quaderno vicino al letto e annota sogni, intuizioni, coincidenze. Rileggendolo dopo qualche settimana vedrai il filo che li unisce.
- Non giudicarti. Ci saranno giorni luminosi e giorni pesanti. Fanno parte dello stesso cammino.
Un esercizio per la sera: rivedere la giornata al contrario
Se dovessi lasciarti un solo esercizio per questo periodo, sarebbe questo. È semplice, dura una decina di minuti, e con il tempo cambia profondamente il modo in cui ti guardi.
Quando. La sera, quando sei già pronto per dormire, prima di spegnere la luce.
Dove. Seduto sul letto con la schiena appoggiata al cuscino, oppure sdraiato, se non rischi di addormentarti subito. Il telefono lontano e in silenzio.
Come.
- Chiudi gli occhi e fai tre respiri lenti con il naso.
- Ripercorri la tua giornata al contrario, partendo da adesso e tornando indietro fino al risveglio del mattino. Ora sono a letto, prima mi sono lavato i denti, prima ho cenato, prima sono rientrato a casa, e così via.
- Guarda le scene come se guardassi un film su un’altra persona, senza giudicarti. Non devi ricordare tutto, bastano le scene principali. Se ti accorgi che ti stai arrabbiando o giustificando, respira e vai avanti.
- Quando arrivi al mattino, appoggia una mano sul cuore e chiedi dentro di te: «Che cosa ho imparato oggi?». Resta in ascolto per un minuto.
- Se vuoi, scrivi sul quaderno anche una sola parola, quella che arriva per prima.
All’inizio farai fatica ad andare indietro, ed è normale: la mente è abituata ad andare solo in avanti. Dopo qualche sera diventa più facile. Se ti addormenti a metà, non fa niente, la sera dopo ricominci. E un giorno ti accorgerai che durante la giornata ti osservi già in un modo nuovo, con più calma e più verità. Guardarti da fuori ti stacca dalle reazioni automatiche, ed è il primo passo per scegliere chi vuoi essere.
Non sei solo
Chi si risveglia spesso si sente diverso, a volte incompreso anche dalle persone più care. Ma non sei solo. In tutto il mondo tantissime persone stanno vivendo lo stesso passaggio, proprio adesso. È l’umanità intera che sta crescendo, e i nostri Fratelli Maggiori delle Stelle, che hanno percorso prima di noi questa strada, la guardano con amore e la accompagnano. La Luce ti accompagna, passo dopo passo.
Fidati di quello che senti. L’anima sa dove ti sta portando. E se ogni tanto ti sembra di perdere la strada, ricordati che anche smarrirsi fa parte del cammino: è così che si impara a ritrovarsi.
Se senti che certe paure e certi schemi che si ripetono vengono da molto lontano, forse da altre vite, ti lascio qui i segnali per riconoscerlo: Come capire se hai già vissuto altre vite.
E se in questo passaggio ti senti confuso, solo o semplicemente hai bisogno di parlarne con qualcuno che ci è passato, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147. Sono a tua disposizione.
Giovanni





