Il senso dell'Io
Il senso che ti fa incontrare davvero un altro essere umano.
Ci sono incontri in cui senti di avere davanti qualcuno. Non un ruolo, non un corpo, non un insieme di opinioni, ma una persona unica, che non si ripeterà mai. Quell’esperienza è il senso dell’Io, il senso più alto e il più giovane dei dodici, quello che percepisce l’Io di un altro essere umano.
Dove vive il senso dell’Io
Il senso dell’Io non ha un organo in un punto preciso. Il suo organo è tutto il tuo essere, tutta la forma umana. Percepisci l’Io di un altro con tutto te stesso, non con una parte di te.
Il segreto del senso dell’Io
Per percepire un altro Io devi per un attimo dimenticare il tuo. Ti immergi nell’altro, ti lasci riempire dalla sua presenza, e subito dopo torni a te. E poi di nuovo ti dai, e di nuovo ritorni. Il senso dell’Io è un continuo dialogo silenzioso tra il darsi e il ritornare, come un respiro. Chi sa solo darsi si perde nell’altro, chi sa solo ritornare non incontra mai nessuno.
Sul piano fisico
Il senso dell’Io si appoggia su tutti gli altri sensi. Vedi un volto, senti una voce, cogli un pensiero, ma attraverso tutto questo, oltre tutto questo, percepisci chi è. È lo stesso volto, la stessa voce, eppure a un certo punto non vedi più solo un viso, vedi una persona.
Sul piano dell’Anima
Il bisogno di essere riconosciuti è uno dei più profondi dell’essere umano. Sentirsi visti per quello che si è davvero guarisce ferite antiche. E saper vedere l’altro per quello che è, oltre i suoi difetti, oltre le sue maschere, è uno dei doni più grandi che puoi fare.
Il senso dell’Io è anche la base della vita sociale vera. Una famiglia, un gruppo, una comunità sono sani quando le persone si riconoscono davvero l’una con l’altra, non quando si sopportano.
Sul piano dello Spirito
Il senso dell’Io è ancora giovane nell’umanità, è un senso che stiamo sviluppando proprio in questo tempo. Quando si risveglia, impari a vedere in ogni essere umano la scintilla divina che porta in sé, anche in chi ti è antipatico, anche in chi ti ha ferito. È il fondamento dell’amore universale, non come sentimento vago, ma come percezione reale dell’altro.
Il senso dell’Io ha il suo fratello in basso, il tatto. Chi ha sentito bene i propri confini sa riconoscere l’altro senza confondersi con lui. Chi è stato toccato con amore da bambino sa incontrare gli altri da adulto.
Come nasce nel bambino
Il senso dell’Io si prepara nel bambino attraverso il tatto, attraverso il sentirsi accolto, chiamato per nome, guardato negli occhi. Un bambino che è stato riconosciuto come persona unica impara a riconoscere gli altri. Ha bisogno di adulti presenti, che lo guardano davvero, non di attenzione distratta tra un messaggio e l’altro.
Cosa lo indebolisce oggi
- Le persone ridotte a profili. Foto, opinioni, etichette. Vediamo l’immagine e non la persona.
- Il giudizio veloce. Una frase, un’idea politica, un errore, e l’altro diventa un nemico.
- La distrazione. Stare con qualcuno guardando il telefono.
- La paura dell’altro. Chiudersi nel proprio gruppo, tra chi la pensa come noi.
Cosa lo nutre
- Guardare negli occhi. Fermarsi davvero davanti a una persona.
- Ascoltare senza giudicare. Lasciare che l’altro sia chi è, anche se non lo capisci.
- Chiamare per nome. Ricordare i nomi, usarli, perché il nome è la persona.
- Cercare la luce nell’altro. Ogni giorno cercare qualcosa di bello in una persona difficile.
I modi di dire
Guardare negli occhi. Sentirsi visto. Riconoscere qualcuno. Incontrarsi davvero. Conoscere una persona dentro e fuori. Essere sé stessi. Mettersi nei panni dell’altro. La lingua sa che incontrare un essere umano è molto più che vederlo.
L’esercizio della settimana
Per sette giorni, ogni giorno, fai l’esercizio dell’incontro. Puoi farlo con una persona che conosci bene, il tuo compagno o la tua compagna, un figlio, un genitore, un amico, una collega. All’inizio è più facile proprio con una persona vicina. Poi, se vuoi, puoi provarlo anche con qualcuno che incontri durante la giornata.
- Primo momento. Scegli la persona. Quando siete insieme, per un minuto, mentre ti parla, mettiti davanti a lei e guardala negli occhi. Niente telefono, niente altro da fare, solo lei.
- Secondo momento. In quel minuto lascia da parte tutto quello che sai e pensi di lei, i ricordi, i giudizi, le cose che vorresti dirle. Ascoltala come se la incontrassi per la prima volta.
- Terzo momento. La sera, prima di dormire, ripensa a quel momento e trova una cosa bella e unica di quella persona, qualcosa che solo lei porta nel mondo. Se ti senti, il giorno dopo diglielo.
Alla fine della settimana ti accorgerai che le persone intorno a te sono molto più ricche di quanto credevi, e che anche tu ti senti visto in un modo nuovo.
Il cammino continua
Il senso dell’Io chiude il cerchio dei dodici sensi, e si unisce di nuovo al tatto, da cui tutto è cominciato. Tutti i sensi sono collegati al lavoro che facciamo insieme, ai corpi sottili e alle 7 Luci Sacre Divine. Se vuoi approfondire, scrivimi con un messaggio WhatsApp oppure lasciami un messaggio qui sotto. Ti rispondo io.
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