L'Io
La scintilla divina che nessun altro può essere al posto tuo.
Puoi chiamare per nome qualsiasi cosa, il tavolo, la casa, il cielo, un amico. Ma c’è una parola sola che puoi dire soltanto di te stesso, e che nessun altro può dire al posto tuo. Io. Quando la pronunci, non indichi il tuo corpo, né le tue emozioni, né i tuoi pensieri. Indichi colui che abita il corpo, che sente le emozioni, che pensa i pensieri. Indichi te, la parte eterna di te.
Cos’è l’Io
L’Io è il quarto membro dell’essere umano, e il più giovane. Le pietre hanno il corpo fisico, le piante hanno anche il corpo eterico, gli animali hanno anche il corpo astrale, ma solo l’uomo ha l’Io. È lui che fa di te un essere umano, capace di scegliere, di dire no a un istinto, di cercare la verità, di perdonare, di amare chi non ti ama.
L’Io è la scintilla divina che vive in te. Non nasce con il corpo e non muore con lui. Passa di vita in vita e porta con sé il frutto di tutto ciò che hai imparato. Per questo l’Io è legato all’elemento Fuoco, al calore. Vive nel calore del sangue, ed è per questo che quando sei davvero presente, quando ami, quando ti entusiasmi per un ideale, ti senti caldo dentro.
Il segreto dell’Io
C’è una cosa che quasi nessuno sa. L’Io non ha bisogno di essere costruito, ha bisogno di essere risvegliato. Molte persone vivono quasi tutta la vita senza che il loro Io si accenda davvero. Mangiano quando il corpo ha fame, si arrabbiano quando qualcuno le provoca, pensano ciò che pensano tutti, fanno ciò che si è sempre fatto. Vivono, ma è come se fossero vissute.
L’Io si accende ogni volta che scegli tu. Quando ti fermi prima di reagire, quando mantieni una promessa che ti costa, quando fai una cosa giusta anche se nessuno ti vede, quando pensi con la tua testa. In quei momenti non sei più trascinato dai corpi, li stai guidando.
Sul piano fisico
L’Io vive nel calore del corpo e nel sangue, e si fa sentire nella postura eretta. L’uomo è l’unico essere che sta dritto, con la testa verso il cielo e i piedi sulla terra. Quella verticalità è il segno dell’Io nel corpo. Una persona con un Io presente cammina dritta, guarda negli occhi, ha una voce ferma.
L’Io lavora attraverso la volontà, e la volontà si vede nelle mani e nei piedi, in ciò che fai. Non nei progetti, nei fatti. Chi ha tanti propositi e non ne realizza nessuno ha un Io che fatica a scendere fino all’azione.
Sul piano dell’Anima
Tra il corpo e lo Spirito c’è l’Anima, e l’Io la attraversa per gradi. Nell’anima senziente l’Io riceve le impressioni del mondo e le trasforma in sentimenti. Nell’anima razionale riflette, ordina, cerca di capire. Nell’anima cosciente si accende pienamente, cerca la verità e il bene per se stessi, al di là di ciò che gli piace o non gli piace.
Un Io forte non è un ego grande. L’ego vuole avere ragione, vuole essere visto, si offende, si difende. L’Io vero è sereno, sa ascoltare, sa cambiare idea, sa chiedere scusa. L’ego divide, l’Io unisce. Più l’Io si accende, più l’ego si quieta, perché non ha più bisogno di gridare per sentirsi esistere.
Sul piano dello Spirito
L’Io non è venuto sulla Terra per subire i suoi corpi, è venuto per trasformarli. Ciò che l’Io purifica nel corpo astrale diventa Sé spirituale, ciò che trasforma nel corpo eterico diventa Spirito vitale, ciò che porta fino nel corpo fisico diventa Uomo spirito. Così, vita dopo vita, l’uomo costruisce i suoi corpi spirituali, quelli che non muoiono più.
E l’Io è anche ciò che ti permette di riconoscere l’Io degli altri. Quando incontri davvero una persona, oltre il suo aspetto, oltre le sue parole, senti la sua presenza unica. Più il tuo Io è sveglio, più sai riconoscere la scintilla divina in ogni essere umano, anche in chi ti è difficile amare.
Come nasce nella vita
L’Io è presente fin dalla nascita, e già verso i tre anni il bambino comincia a dire io invece di chiamarsi per nome. Ma la vera nascita dell’Io arriva verso i ventuno anni. È l’età in cui il giovane comincia a prendere in mano la propria vita, a scegliere la propria strada, a rispondere delle proprie scelte. Per questo la vita procede a cicli di sette anni, il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e infine l’Io.
Dai ventuno anni in poi nessuno può più educarti al posto tuo. Il lavoro su di te lo fa il tuo Io, ed è per questo che il cammino spirituale vero comincia sempre con una scelta personale.
Cosa lo indebolisce oggi
- Il pensiero degli altri. Pensare ciò che dicono tutti, ciò che dice la televisione, ciò che dicono i social, senza mai fermarsi a pensare con la propria testa.
- La reazione automatica. Rispondere subito, arrabbiarsi subito, comprare subito, senza un attimo di spazio tra ciò che succede e ciò che fai.
- Le promesse non mantenute. Ogni volta che dici farò e non fai, il tuo Io si indebolisce un po’, anche quando la promessa è fatta solo a te stesso.
- La dipendenza dall’approvazione. Vivere per i mi piace, per l’approvazione degli altri, per non deludere nessuno.
- La distrazione continua. Passare da una cosa all’altra senza mai finirne una, con la mente sempre altrove.
Cosa lo nutre
- Le piccole scelte. Decidere tu, anche nelle cose piccole, invece di lasciarti trascinare.
- Le promesse mantenute. Meglio promettere poco e mantenere tutto.
- Il pensiero concentrato. Pensare una cosa alla volta, fino in fondo, con calma.
- Gli ideali. Avere qualcosa di grande per cui vivere, che scaldi il cuore e dia direzione ai giorni.
- L’incontro vero. Guardare negli occhi le persone, ascoltarle davvero, riconoscere in loro la stessa scintilla che vive in te.
I modi di dire
La lingua sa molto dell’Io. Essere padrone di se stesso. Avere spina dorsale. Rimanere se stesso. Uscire fuori di sé. Ritrovare se stesso. Mettersi in gioco. Avere carattere. Sono tutti modi per dire che c’è qualcuno dentro di noi che può guidare, oppure perdersi.
L’esercizio della settimana, il gesto scelto
Per sette giorni allena il tuo Io con due esercizi piccoli, che chiunque può fare. Ti servono solo una matita, un orologio o la sveglia del telefono, e cinque minuti al giorno.
- Primo esercizio, il pensiero. Una volta al giorno siediti in un posto tranquillo e prendi in mano una matita. Per cinque minuti pensa solo a lei. Di cosa è fatta, come è stata costruita, da dove viene il legno, a cosa serve, chi l’ha inventata. Ogni volta che la mente scappa altrove, e scapperà spesso, riportala con dolcezza alla matita. Non arrabbiarti, è proprio il ritornare che allena l’Io.
- Secondo esercizio, la volontà. Scegli un gesto piccolo e inutile, da fare ogni giorno alla stessa ora. Per esempio spostare un sasso da una parte all’altra del davanzale, o girare l’anello da un dito all’altro, o toccare la porta di casa prima di uscire. Puoi metterti una sveglia per i primi giorni, poi prova a ricordartelo da solo. Il gesto non serve a niente, ed è proprio questo il punto. Lo fai solo perché lo hai deciso tu, e questo accende la volontà.
Se un giorno ti dimentichi, non ricominciare da capo e non giudicarti. Riprendi semplicemente il giorno dopo. Alla fine della settimana molti si accorgono di essere più presenti, di reagire meno di impulso e di sentirsi più padroni delle proprie giornate.
Il cammino continua
L’Io è al centro di tutto il lavoro che facciamo insieme. È lui che percorre i chakra, che attraversa le 7 Luci Sacre Divine, che trasforma i corpi. E all’altro capo del cerchio dei 12 sensi c’è il senso dell’Io, con cui riconosci l’Io degli altri. Il cammino continua negli altri percorsi della Scuola e nei miei gruppi WhatsApp dedicati. Se vuoi approfondire, scrivimi con un messaggio WhatsApp oppure lasciami un messaggio qui sotto. Ti rispondo io.
Potrebbe interessarti anche