Mi capita quasi ogni giorno. Qualcuno mi scrive e mi dice Giovanni, ho conosciuto una persona da una settimana e mi sembra di conoscerla da sempre. Oppure, ho una paura che non so spiegare, nessuno in famiglia ce l’ha e non mi è mai successo niente. Oppure, sono entrato in una chiesa in una città mai vista e sapevo già dove girare. Dietro tutte queste frasi c’è la stessa domanda, ho già vissuto altre vite.
Ti rispondo subito. Sì, la tua Anima ha già vissuto altre vite, come quella di ogni persona che incontri. Non sei qui per la prima volta. La domanda vera allora non è se hai vissuto altre vite, ma cosa ti porti dietro da quelle vite, e cosa sei venuto a fare in questa. Oggi ti insegno a riconoscere i segnali che l’Anima ti lascia, e soprattutto a capire cosa farne.
Perché non ricordi
Se abbiamo vissuto tante volte, perché non ce lo ricordiamo. Me lo chiedono in tanti, e la risposta sta in una legge, la legge del karma. Il karma non è una punizione, è la legge dell’equilibrio. Ogni azione che compi torna a te. Ciò che hai tolto a qualcuno, un giorno lo restituirai. Ciò che hai donato, un giorno ti tornerà. Ma per pareggiare un debito con un’altra Anima devi poterla incontrare di nuovo, e devi poterla incontrare con il cuore libero.
Ti faccio un esempio. Immagina che io e te, in una vita precedente, siamo stati marito e moglie, oppure soci, oppure fratelli, e che uno dei due abbia fatto del male all’altro. Tradimenti, ferite, torti mai riparati. Oggi la vita ci rimette uno di fronte all’altro. Se tu ricordassi tutto, non mi rivolgeresti nemmeno la parola. Ti allontaneresti da me, o cercheresti di farmela pagare, e quel debito resterebbe aperto per un’altra vita ancora.
Per questo Dio ci concede di dimenticare. Ci rimette a confronto, nella stessa famiglia, nello stesso lavoro, nella stessa casa, ma senza memoria. Così possiamo ricominciare, darci un’altra possibilità e pareggiare ciò che era rimasto in sospeso. Non ci fa ricordare perché non siamo ancora pronti. Non abbiamo ancora compreso fino in fondo che ogni cosa, anche la ferita più antica, può essere cambiata e trasformata nella legge dell’amore. L’amore è l’unica forza più grande del karma. Quando perdoni, quando ami chi ti è difficile amare, non stai solo pagando un debito, lo stai sciogliendo per sempre.
Ma l’Anima non dimentica. A ogni nascita ricevi un corpo nuovo e anche un corpo eterico nuovo, il corpo della memoria, ed è per questo che i ricordi delle vite passate non sono a portata di mano come quelli di ieri. Il tuo Io però porta con sé il frutto di tutto ciò che hai vissuto, e quel frutto affiora nella vita di ogni giorno sotto forma di segnali. Non arrivano come ricordi precisi, arrivano come inclinazioni, sensazioni, paure, attrazioni, incontri. Bisogna solo imparare a leggerli.
I segnali che l’Anima ti lascia
- I talenti che nessuno ti ha insegnato. C’è chi suona a orecchio senza aver mai studiato musica, chi a otto anni disegna come un adulto, chi impara una lingua in pochi mesi, chi sa ascoltare e consolare da quando era bambino. Ciò che hai conquistato con fatica in una vita torna nella vita dopo come un dono naturale. Un talento è un lavoro antico che ha dato frutto. Guarda le cose che ti riescono facili mentre agli altri costano fatica. Lì c’è una parte della tua storia.
- Le persone che riconosci al primo sguardo. Ci sono incontri che non sembrano incontri ma ritrovamenti. Una simpatia immediata, una fiducia che non ha motivo, un amore che ti travolge in pochi giorni. E vale anche al contrario, un’antipatia forte verso qualcuno che non ti ha fatto niente. Le Anime che hanno vissuto qualcosa di importante insieme si cercano di nuovo, a volte per continuare un amore, a volte per sciogliere un nodo rimasto aperto. Nessun incontro importante della tua vita è un caso.
- Le paure che non hanno una storia. La paura dell’acqua profonda, del fuoco, dei luoghi chiusi, dell’altezza, di essere abbandonato, di parlare davanti agli altri. Se cerchi nella tua vita e non trovi niente che la spieghi, quella paura può venire da più lontano. Spesso le paure più forti senza una causa sono l’eco di come si è chiusa una vita precedente. Non è un ricordo, è una ferita che chiede di essere guardata.
- I luoghi e le epoche che ti chiamano. Ti commuovi davanti alle immagini di un paese in cui non sei mai stato. Ami da sempre l’Egitto, il Medioevo, il Giappone, gli indiani d’America, senza sapere perché. Ti senti a casa in una città straniera, o al contrario provi un’inquietudine forte in un luogo che tutti trovano bello. Anche certi cibi, certi abiti, certa musica possono avere questo sapore di casa antica.
- I sogni che tornano. Non parlo dei sogni di ogni notte, confusi, che svaniscono appena apri gli occhi. Parlo di un sogno che si ripete per anni, sempre uguale, con abiti di un’altra epoca, luoghi che non conosci, una sensazione così reale che al risveglio resta addosso tutto il giorno. Questi sogni sono diversi, e chi li fa lo sa.
- Gli schemi che si ripetono. Cambi lavoro e ti ritrovi con lo stesso tipo di capo. Cambi compagno e vivi la stessa delusione. Cambi città e ti senti di nuovo escluso. Quando una situazione torna sempre uguale, anche se cambiano le persone e i luoghi, spesso c’è una lezione che l’Anima ha portato con sé e non ha ancora imparato. La vita te la ripropone finché non la comprendi.
- Il bambino che racconta. Molti bambini, più o meno tra i due e i sei anni, dicono frasi che lasciano i genitori senza parole. Quando ero grande. La mia altra mamma. Quando abitavo vicino al mare. Parlano con naturalezza di un nome, di un luogo, di un mestiere, poi verso i sette anni questi racconti svaniscono. Se succede a tuo figlio o a tuo nipote, ascoltalo con calma, senza ridere e senza fare troppe domande, e scrivi ciò che dice. Non spaventarlo e non insistere. Sta solo ricordando da dove viene.
- Sentirti più vecchio della tua età. C’è chi da bambino era già saggio, chi si è sempre sentito diverso dai coetanei, chi a vent’anni ha già una pace e una profondità che altri raggiungono a sessanta. Sono le Anime antiche, che hanno camminato molto e portano dentro una saggezza che non viene dai libri.
- La nostalgia di casa. Alcune persone sentono da sempre che la Terra non è la loro casa. Guardano il cielo stellato con una nostalgia che non sanno spiegare, si sentono stranieri tra la gente, cercano qualcosa che qui non trovano. Ci sono Anime che prima di nascere sulla Terra hanno vissuto in altri mondi, tra i Popoli delle Stelle, e sono venute qui per portare la loro luce e per imparare ciò che solo la Terra può insegnare. Se ti riconosci in queste parole, non sei solo. Siamo in tanti.
- Il già visto. Sei in un luogo nuovo e per un attimo sai che ci sei già stato, o vivi una scena e sai già come andrà avanti. Qui ti chiedo onestà. Non ogni già visto è un ricordo di un’altra vita, molte volte è solo un gioco della mente stanca. Diventa un segnale quando è accompagnato da un’emozione forte, quando si lega a un luogo preciso, o quando conosci cose che non potresti sapere.
Cosa non è un segnale
Devo dirti anche questo, perché in giro si legge di tutto. Se pensi di essere stato Cleopatra, Napoleone o Maria Maddalena, fermati un momento. Ho incontrato tante persone convinte di essere state la stessa regina. La grande maggioranza delle vite passate sono vite semplici, contadini, madri, soldati, artigiani, monaci, schiavi, servitori. Ed è proprio lì che l’Anima ha imparato le cose più importanti.
Quando una vita passata ti fa sentire speciale, più importante degli altri, è quasi sempre l’ego che parla, non l’Anima. L’Anima non cerca applausi. Ti mostra una vita passata solo per aiutarti a capire e a liberarti di qualcosa, mai per farti sentire migliore di qualcuno.
E ricorda che un segnale da solo non dice tutto. Le immagini dei sogni e delle sensazioni sono spesso simboliche, sono il modo in cui l’Anima ti parla. Il valore non sta nel nome o nella data, sta nel messaggio.
Perché è importante saperlo
Conoscere le tracce delle vite passate non serve a soddisfare una curiosità. Serve a capire te stesso. Quando sai da dove viene una paura, quella paura perde metà della sua forza. Quando capisci perché una persona è entrata nella tua vita, smetti di combattere contro di lei e cominci a imparare. Quando riconosci un talento antico, hai il coraggio di usarlo.
E soprattutto capisci che il destino non è una condanna. Il karma non è una punizione che arriva dall’alto, è la strada che la tua Anima stessa ha scelto prima di nascere, per crescere. Molte delle prove che oggi ti sembrano ingiuste, prima di venire qui le hai volute tu, perché sapevi che solo così avresti imparato ciò che ti mancava.
L’esercizio della settimana, il quaderno delle tracce
Per sette giorni, ogni sera, dedica dieci minuti a questo esercizio. Ti servono solo un quaderno e una penna. Puoi farlo dove vuoi, seduto al tavolo, sul divano o a letto prima di dormire, l’importante è che nessuno ti disturbi. Spegni il telefono o mettilo lontano da te.
- Primo giorno. Scrivi i tuoi talenti, le cose che ti riescono facili e che nessuno ti ha insegnato, anche le più piccole.
- Secondo giorno. Scrivi le persone della tua vita che hai sentito vicine al primo incontro, e quelle verso cui hai sentito subito un rifiuto senza motivo.
- Terzo giorno. Scrivi le tue paure, soprattutto quelle che non hanno una spiegazione nella tua vita.
- Quarto giorno. Scrivi i paesi, le epoche, i popoli, i cibi, la musica che ti attirano da sempre, e i luoghi che ti mettono inquietudine.
- Quinto giorno. Scrivi i sogni che si ripetono, e le situazioni che nella tua vita tornano sempre uguali.
- Sesto giorno. Prendi un fatto della tua vita che ti ha fatto soffrire. Chiudi gli occhi e per qualche minuto immagina che sia stata la tua Anima a sceglierlo, prima di nascere, per farti imparare qualcosa. Non devi crederci per forza, fai solo la prova. Poi scrivi cosa hai sentito e cosa ti ha insegnato quel fatto.
- Settimo giorno. Rileggi tutto dall’inizio, con calma. Sottolinea con una penna di un altro colore le cose che si somigliano, che tornano, che sembrano parlarsi tra loro. Per esempio una paura del mare e un’attrazione forte per le navi, o un talento per la cura e un legame antico con una persona fragile. Quel filo che unisce le pagine è la traccia della tua Anima.
Non preoccuparti se le prime sere ti viene in mente poco. Le tracce affiorano piano, a volte nei giorni dopo, mentre fai altro. Tieni il quaderno vicino e aggiungi quando arriva qualcosa. E se una cosa che scrivi ti emoziona forte, fermati, respira e lasciala riposare. Non c’è fretta.
Se vuoi andare più a fondo
Il quaderno delle tracce ti mostra che c’è una storia. Per conoscerla davvero ci sono due strade. Con la lettura dei Registri Akashici sono io a leggere per te la vita passata che più parla della tua vita di oggi, le tue lezioni e i tuoi doni, e ricevi tutto scritto. Con la regressione sei tu a vivere in prima persona il ricordo, e io ti guido passo dopo passo. Nella pagina Registri Akashici e Regressioni trovi la differenza spiegata con calma.
Se leggendo questo articolo qualcosa si è mosso dentro di te, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147, e portami anche il tuo quaderno delle tracce, sarà un ottimo punto di partenza. Ti rispondo io.




