Percepire, pensare, esprimere: il cammino che ci unisce al mondo.
La conoscenza: il significato
La conoscenza è il rapporto tra l’uomo, il mondo e l’universo, e il primo errore che facciamo è credere di conoscere una cosa solo perché l’abbiamo vista. Vedo una situazione, mi faccio un’idea, giudico, e sono convinto che quella sia la verità per tutti. In realtà è solo la mia percezione.
La vera conoscenza passa per tre momenti: percepire, pensare, esprimere. Ti faccio un esempio. Sei davanti al mare e arriva una percezione, che è sempre personale, colorata dalle esperienze che hai vissuto: stai bene. Poi pensi a ciò che senti e gli dai un nome. Infine lo esprimi: «Il mare trasmette serenità».
Ecco, qui c’è già un passaggio da correggere. Il mare trasmette serenità a te. A un’altra persona, che magari in mare ha vissuto una paura, può trasmettere angoscia. Le parole hanno un peso: dire «a me trasmette serenità» è un atto di rispetto verso gli altri, è riconoscere che ognuno di noi è unico.
L’orma sulla sabbia
Ora immagina di camminare sulla battigia. Il tuo piede lascia un’impronta. Se ti fermi alla prima percezione dirai: «Quando camminiamo lasciamo le orme», e attribuirai tutto al tuo piede, alla tua forza.
Ma prova ad andare più a fondo. Senti la consistenza della sabbia, quasi ogni granello sotto la pianta del piede. Senti la pressione, l’acqua, il leggero rumore, l’equilibrio che cambia. Fai un passo verso la spiaggia asciutta e l’impronta è già diversa. Allora capisci che l’orma non la fai solo tu: la fanno insieme il tuo piede, la sabbia, l’acqua, la terra che spinge dal basso. Ci sono forze che non vedi ma che partecipano, e tu sei in relazione con loro.
Se leggendo queste righe hai sentito la sabbia, l’acqua, il suono, allora hai già sperimentato la conoscenza vera, quella che ci mette in relazione con il mondo e con l’universo.
Volontà e silenzio
Alla conoscenza si arriva con due strumenti. Il primo è la volontà, cioè l’intenzione chiara di comprendere più in profondità. Il secondo è il silenzio della mente, perché per la maggior parte del tempo siamo immersi in un chiacchiericcio interiore che copre tutto. Quando la mente tace, la conoscenza arriva, e con lei la libertà di scegliere tra buio e luce.
La conoscenza è un’apertura. Oltre a ciò che credi e a ciò che pensi, ti permette di accogliere anche ciò che credono e pensano gli altri, e di ascoltare ciò che l’Anima e lo Spirito ti suggeriscono.
L’esercizio
Oggi scegli un gesto semplice, come bere un bicchiere d’acqua o toccare una foglia. Fallo lentamente, con tutti i sensi. Poi scrivi su un foglio ciò che hai percepito, ciò che hai pensato e come lo esprimeresti, cominciando sempre con «a me».





