Il senso dell'equilibrio

Il senso che ti tiene in piedi tra cielo e terra.

Stai in piedi senza pensarci. Eppure è una cosa straordinaria. Nessun animale sta eretto come l’essere umano, con la testa libera verso il cielo e i piedi ben piantati sulla terra. A tenerti così è il senso dell’equilibrio, il senso che ti fa sentire il sopra e il sotto, la destra e la sinistra, il davanti e il dietro.

Il senso dell'equilibrio

Dove vive il senso dell’equilibrio

Vive nell’orecchio interno, in un piccolo organo fatto di tre canali disposti come le tre direzioni dello spazio. Dentro c’è un liquido che si muove a ogni tuo movimento, e ti dice in ogni istante come sei messo rispetto alla Terra. Lavora insieme agli occhi, ai piedi e ai muscoli, e quando tutto è in accordo stai in piedi saldo, senza fatica.

Il segreto del senso dell’equilibrio

L’equilibrio non è stare fermi. È un continuo, minuscolo aggiustamento. Anche quando sei immobile, il corpo oscilla di pochi millimetri e il senso dell’equilibrio lo riporta al centro, ancora e ancora. Il centro non è un punto dove ti fermi, è un punto a cui ritorni.

Sul piano fisico

Il senso dell’equilibrio ti orienta nello spazio. Ti dice dov’è il basso, verso cui tutto cade, e dov’è l’alto, verso cui ti sollevi. È grazie a lui che il bambino un giorno si alza e cammina, ed è grazie a lui che puoi correre, girarti, salire le scale senza cadere.

Quando è sano ti senti stabile e sicuro, quando è disturbato tutto gira, e con il mondo che gira è difficile pensare a qualunque altra cosa.

Sul piano dell’Anima

Dall’equilibrio del corpo nasce la quiete dell’Anima. Chi sta saldo sui propri piedi sta saldo anche dentro. Diciamo di aver perso l’equilibrio quando un’emozione ci travolge, quando una notizia ci fa cadere il mondo addosso. E diciamo di averlo ritrovato quando torniamo al centro.

Ritrovare il centro dopo ogni scossa è un’arte che si impara. Il senso dell’equilibrio ti insegna che non devi evitare ogni oscillazione, devi solo saper tornare.

Sul piano dello Spirito

Il senso dell’equilibrio ha il suo fratello in alto, il senso dell’udito. E vivono nello stesso organo, l’orecchio. Chi ha trovato la propria quiete sa ascoltare, perché per ascoltare davvero devi essere fermo dentro, non trascinato da te stesso.

Da adulto, l’equilibrio diventa la capacità di accettare che ognuno abbia il suo punto di vista. Chi sta saldo nel proprio centro non ha paura delle idee degli altri, può ascoltarle senza perdere se stesso. È anche la libertà interiore, il poter stare in piedi davanti al mondo come un essere che sceglie.

Come nasce nel bambino

Il primo anno di vita è tutto una conquista dell’equilibrio. Il bambino alza la testa, si siede, si mette in piedi aggrappandosi, e un giorno lascia la mano e fa il primo passo. È uno dei momenti più grandi della sua vita, perché in quell’istante l’Io comincia a stare in piedi nel mondo. Dopo vengono l’altalena, i salti, il camminare sui muretti, l’andare in bicicletta. Ogni gioco di equilibrio rafforza la sua quiete interiore.

Cosa lo indebolisce oggi

  • Lo sguardo sempre in basso. La testa china sul telefono, il corpo che perde il suo asse.
  • I terreni tutti lisci. Pavimenti, marciapiedi, asfalto. Il corpo non deve mai aggiustarsi.
  • La fretta e l’agitazione. Una vita sempre di corsa ci tiene sbilanciati in avanti.
  • Le notizie continue. Ogni giorno una nuova scossa, senza il tempo di tornare al centro.

Cosa lo nutre

  • Camminare su terreni naturali. Sentieri, prati, sassi, sabbia. Il corpo impara di nuovo ad aggiustarsi.
  • Stare in piedi con coscienza. Fermarsi in piedi, sentire i piedi, la colonna, la testa leggera verso l’alto.
  • Il silenzio. Qualche minuto al giorno senza stimoli, per lasciare che tutto si posi.
  • I giochi di equilibrio. Stare su un piede, camminare su una linea, anche da adulti.

I modi di dire

Perdere la bussola. Perdere l’equilibrio. Cadere dalle nuvole. Fare il passo più lungo della gamba. Stare con i piedi per terra. Avere la testa sulle spalle. Una persona equilibrata. Restare in piedi dopo una tempesta.

L’esercizio della settimana

Per sette giorni, ogni mattina, fai l’esercizio dell’albero. Puoi farlo all’aperto, vicino a un albero vero, oppure in casa, in qualsiasi stanza. A piedi nudi è meglio, ma va bene anche con le scarpe. Se hai paura di perdere l’equilibrio, mettiti vicino a un muro, a un tavolo o a una sedia e appoggia una mano, va benissimo così.

  • Primo momento. Stai in piedi con i piedi paralleli, alla larghezza delle spalle. Se sei vicino a un albero vero, appoggia prima per un momento le mani sul tronco. Poi senti il peso del corpo scendere nella terra, come le radici di un albero.
  • Secondo momento. Alza lentamente un piede, anche solo di pochi centimetri, e resta su una gamba sola per qualche secondo, quanto ti è comodo. Accorgiti dei piccoli movimenti con cui il corpo ritrova il centro. Poi cambia gamba. Ogni giorno, se ti viene naturale, resta un po’ di più.
  • Terzo momento. Torna su due piedi, chiudi gli occhi e senti la colonna che si allunga, la testa che sale verso il cielo. Ripeti dentro di te, io sto in piedi tra cielo e terra.

Alla fine della settimana ti accorgerai di tornare al centro più in fretta, anche quando la giornata ti scuote.

Il cammino continua

Il senso dell’equilibrio chiude i quattro sensi del corpo. Dopo di lui cominciano i sensi dell’Anima, con l’olfatto. Dall’altra parte del cerchio lo aspetta il senso dell’udito. Tutti i sensi sono collegati al lavoro che facciamo insieme, ai corpi sottili e alle 7 Luci Sacre Divine. Se vuoi approfondire, scrivimi con un messaggio WhatsApp oppure lasciami un messaggio qui sotto. Ti rispondo io.

Vuoi maggiori informazioni?

Scrivimi con un messaggio WhatsApp, clicca l’icona verde in basso a destra

Oppure scrivimi una e-mail

9 + 7 =

errore: Content is protected !!