Da bambini ce lo insegnano con una preghiera e poi, crescendo, lo mettiamo in un cassetto insieme alle favole. Peccato, perché l’Angelo Custode non è una favola. È l’essere spirituale più vicino a te, quello che ti conosce meglio di chiunque altro, e non ti ha mai lasciato. Neanche per un giorno.
Io lo sento da tanti anni, e nelle letture dei Registri Akashici che faccio per le persone l’Angelo è sempre presente. Ogni volta mi commuove la stessa cosa: la pazienza infinita con cui ci aspetta. Perché lui c’è sempre. Siamo noi che non ci siamo.
Chi è davvero il tuo Angelo
Sopra l’essere umano, nei mondi spirituali, c’è una grande scala di esseri, che la tradizione chiama gerarchie celesti. Gli Angeli sono il gradino più vicino a noi. Hanno già percorso, in tempi lontanissimi, una tappa di evoluzione simile a quella che noi stiamo percorrendo adesso, e oggi il loro compito è accompagnare gli esseri umani, uno per uno.
Il tuo Angelo non è l’anima di un defunto e non è un’idea. È un essere vivo, con una sua coscienza, che ti segue non solo in questa vita ma di vita in vita. Ti conosce da prima che nascessi. Conosce le scelte che hai fatto prima di incarnarti, il compito che sei venuto a svolgere, le lezioni che hai deciso di imparare. Quando ti guarda, non vede solo la persona di oggi: vede tutto il cammino della tua anima.
E c’è una cosa che devi sapere, perché spiega tantissimo: l’Angelo rispetta in modo assoluto la tua libertà. Non ti obbliga, non decide al posto tuo, non ti strattona. Ti suggerisce, ti mette vicino le occasioni, ti sussurra. Poi sei tu a scegliere. È proprio per questo che a volte sembra lontano: perché non alza mai la voce.
Che cosa fa per te, di giorno e di notte
Il lavoro dell’Angelo avviene soprattutto in due momenti.
Di notte. Quando dormi, la tua anima lascia il corpo a riposare e torna nel mondo spirituale. Lì incontra il suo Angelo, che la rinfranca, la consola e le mostra, come in immagini, la strada per il giorno dopo. Al mattino non ricordi niente, ma a volte ti svegli con una soluzione che la sera prima non c’era, o con una calma che non sai spiegare. Quella è la sua firma.
Di giorno. L’Angelo parla attraverso l’intuizione: il pensiero improvviso di chiamare una persona, la sensazione netta che non devi prendere quella strada, il libro che ti capita tra le mani nel momento giusto, l’incontro “per caso” che ti cambia la vita. Non sono coincidenze. Sono i suoi modi di indicarti la direzione senza toglierti la libertà.
E c’è un lavoro ancora più profondo. L’Angelo semina nell’anima di ogni essere umano delle immagini per il futuro: il desiderio di vedere in ogni persona qualcosa di sacro, il bisogno di una fratellanza vera, la sete di una spiritualità libera, vissuta e non imposta. Se ti accorgi che questi desideri crescono in te, sappi che non sono solo tuoi. Sono anche suoi.
I segnali della sua presenza
Ogni persona lo sente in modo diverso, ma ci sono segnali che ritornano spesso:
- una sensazione di calore o di protezione, alle spalle o intorno al cuore, nei momenti difficili;
- un pensiero chiaro e calmo che arriva quando sei confuso, come una voce gentile che non è la tua solita voce;
- il pericolo evitato all’ultimo momento, quando senza un motivo hai rallentato, hai cambiato strada, hai aspettato;
- una pace improvvisa dopo una preghiera o dopo averlo chiamato;
- una piuma bianca trovata in un posto insolito, un numero che si ripete, la stessa parola che ti arriva da più persone nello stesso giorno;
- la sensazione, al risveglio, di essere stato accompagnato.
Non cercare i segni con ansia. Più li cerchi con la testa, meno li vedi. Arrivano quando sei sereno e attento, come gli uccelli che si avvicinano solo a chi sta fermo.
Perché non lo sentiamo
L’Angelo non si allontana mai. Siamo noi che ci allontaniamo da lui, riempiendo ogni momento di rumore. Il telefono sempre in mano, la televisione accesa, la testa piena di preoccupazioni, la corsa continua. In mezzo a tutto questo la sua voce sottile non trova spazio.
C’è poi un’altra cosa. L’Angelo ci parla attraverso l’anima, e un’anima carica di rancori, di paure e di stanchezza è come una finestra sporca: la luce c’è, ma ne passa poca. Per questo la pulizia energetica di ogni giorno è così importante. La sera una doccia, ma soprattutto lavarsi i piedi, perché è lì che si annidano le larve, quei piccoli grumi di energia pesante che ci rubano forza. Te l’ho spiegato passo per passo nell’articolo sull’energia negativa in casa e nelle persone.
E infine la cosa più semplice: non lo chiamiamo. L’Angelo non entra dove non è invitato, proprio perché rispetta la tua libertà. Ma ogni volta che lo chiami con il cuore, risponde. Sempre.
Come sentirlo vicino
Ringrazialo. La gratitudine è la via più diretta. Ogni sera, per qualcosa che è andato bene, per un pericolo evitato, per una persona incontrata. Un grazie sincero apre la porta più di cento richieste.
Parlagli come a un amico. Non servono formule. Puoi parlargli in macchina, mentre cammini, mentre lavi i piatti. Raccontagli quello che ti preoccupa e chiedigli aiuto per capire, non per ottenere. «Aiutami a vedere chiaro» è la richiesta che ama di più.
Fai silenzio. Anche cinque minuti al giorno, senza niente in mano e senza niente da fare. Nel silenzio la sua voce diventa udibile.
Vai nella natura. Un albero, un prato, il cielo aperto. Lì l’anima si alleggerisce e il contatto viene da solo.
Coltiva il bene. Ogni gesto di gentilezza, ogni verità detta con amore, ogni perdono ti avvicina a lui, perché ti rende un po’ più simile a lui.
Un gesto per la sera: affidare la notte al tuo Angelo
Se vuoi cominciare da qualcosa di concreto, comincia da qui. Dura tre minuti e, fatto con costanza, cambia il tuo rapporto con l’Angelo.
Quando. Ogni sera, quando sei già a letto, prima di spegnere la luce.
Dove. Nel tuo letto, seduto con la schiena appoggiata al cuscino oppure già sdraiato. Il telefono lontano e in silenzio. Se dormi con qualcuno, puoi farlo tutto dentro di te, senza parlare: funziona allo stesso modo.
Come.
- Chiudi gli occhi e fai tre respiri lenti con il naso, lasciando scendere le spalle.
- Pensa a un momento della giornata in cui ti sei sentito aiutato, anche piccolo. Se non ti viene niente, va bene lo stesso.
- Di’ dentro di te: «Angelo mio, grazie per oggi».
- Poi affidagli una cosa sola: una preoccupazione, una scelta da fare, una persona che ti sta a cuore. Dilla con parole semplici, come la diresti a un amico. Per esempio: «Ti affido questa decisione, aiutami a vedere chiaro».
- Lascia andare. Non devi controllare che arrivi la risposta. Addormentati sereno, sapendo che questa notte la tua anima lo incontrerà.
Al mattino. Appena sveglio, prima di prendere il telefono, resta un minuto fermo a occhi chiusi. Non cercare niente, ascolta soltanto. A volte arriva un pensiero, un’immagine, una sensazione di chiarezza. Se arriva, annotala su un quaderno che tieni vicino al letto. Se non arriva, alzati sereno: la risposta spesso si presenta durante la giornata, nel modo più inaspettato.
All’inizio può sembrarti di parlare al vuoto. È normale. Continua per qualche settimana e ti accorgerai che il vuoto non c’è mai stato.
Non sei mai stato solo
C’è una cosa che vorrei arrivasse a chiunque legga queste righe, soprattutto a chi sta attraversando un periodo buio: tu non sei mai stato solo. Neanche nei momenti in cui ti sei sentito abbandonato da tutti. Il tuo Angelo era lì, accanto a te, e ti ha portato fino a oggi. Se sei qui, a leggere queste parole, è anche grazie a lui.
Se senti che dentro di te qualcosa si sta risvegliando, ne parlo qui: Risveglio spirituale, i segnali e i sintomi. E se vuoi raccontarmi il tuo rapporto con il tuo Angelo, o sapere di più su come lo incontro nelle letture, scrivimi con un messaggio WhatsApp al 334 107 1147. Sono a tua disposizione.
Giovanni





